Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho ancora qualche dubbio.

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lunedì 26 maggio 2008

NAPOLI, RIFIUTI ZERO? NO! DEMOCRAZIA ZERO

LE DECISIONI DEL GOVERNO BERLUSCONI AZZERANO LA DEMOCRAZIA E ATTACCANO LA COSTITUZIONE

Il ricorso al segreto militare nell’individuazione dei siti di scarico dei rifiuti risulta l’aspetto più inquietante ma non l’unico del clima che si respirerà nei prossimi mesi non solo a Napoli ma in tutta Italia. Infatti già il Governo Prodi nella sua ultima seduta era ricorso a questa “trovata”. La novità è quella per cui su questo aspetto che sottrae totalmente al controllo popolare e legale gran parte delle questioni ambientali e sanitarie si marcerà non solo in Campania (fatto già di per sé gravissimo e inaccettabile) ma in tutto il paese dove noti e diffusi sono i conflitti territoriali-ambiantali non solo legati alla gestione dei rifiuti.
L’espropriazione della “sovranità popolare” di intere aree quali quelle sottoposte a siti di trattamento dei rifiuti in Campania, che diventano “AREE MILITARI A TUTTI GLI EFFETTI”, verrà sicuramente estesa anche laddove sono in corso importanti conflitti ambientali. Stiamo parlando della TAV, del PONTE DI MESSINA, della BASE MILITARE AMERICANA DI VICENZA, delle zone dove sono previsti insediamenti di CENTRALI A CARBONE E I RIGASSIFICATORI.
Per questo alla base delle decisioni assunte da governo Berlusconi a Napoli intravediamo non solo un accordo tra il Governo di centrodestra e la giunta Regionale di Bassolino (magari mediato dai “buoni auspici” del Quirinale) ma un patto di ferro che coinvolge il partito Democratico di Veltroni e la confindustria di Emma Marcegaglia.
Di fronte a questo salto di qualità in cui piomba la “questione Campana” e che tra poco potrebbe essere seguita dall’esplodere dell’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio ( Alemanno ha già detto che vuole quattro inceneritori in provincia), occorre dare una risposta lucida immediata e socialmente unitaria. L’agenda che intravediamo prevede che entro il mese di giugno si riesca a organizzare una grande manifestazione nazionale a Napoli, in difesa della democrazia, della salute, dell’ambiente e per ribadire che l’unica soluzione al disastro campano è quella di iniziare un percorso VERSO RIFIUTI ZERO.
Tale appuntamento dovrebbe stimolare e facilitare una convenzione Nazionale di tutti i Movimenti territoriali, che a partire da quelli che si oppongono a inceneritori e mega discariche coinvolga però a pari titolo tutte le realtà che in Italia si stanno battendo sul fronte della difesa del territorio e dei beni comuni. Lo scopo di questo incontro dovrebbe essere quello non tanto di forzare le tappe per un’unificazione delle vertenze ( che pure appare come un orizzonte da raggiungere) quanto quello di riconoscersi in quanto “COMUNITÀ MINACCIATA ED ESPROPRIATA DI DEMOCRAZIA E DEI BENI COMUNI”.
Questo percorso che sicuramente la Rete Nazionale Rifiuti Zero potrà agevolare sintonizzandosi con tutte le altre reti deve anche saper tener conto delle contraddizioni e delle debolezze interne al decreto legge approvato dal Governo. Infatti, tale decreto dovrà o essere costantemente reiterato dal Governo palesandosi sempre più apertamente anticostituzionale, oppure dovrà essere sottoposto all’approvazione del parlamento. In quella sede non è in discussione la sua approvazione quanto la nostra possibilità di far pesare al massimo la nostra opposizione sia in campo Nazionale e Europeo. Infatti anche senza doverci affidare alla priorità dei “giochi di palazzo” appare evidente che la decretazione di urgenza assunta dal Governo viola le più elementari normative Europee in materia di tutela e valutazione ambientale e di diritto di accesso alle informazioni.
Proprio per questo la Rete Nazionale Rifiuti Zero ha preso immediatamente contatto con GAIA (Global Alliance Alternatives Incenerators) – vedi lettera inviata oggi stesso su http://www.ambientefuturo.org/ per organizzare iniziative di controinformazione a livello europeo e internazionale.

UN ULTERIORE SFORZO PER FAR PRESSIONE SUL PARLAMENTO EUROPEO IN VISTA DEL VOTO SULLA RICLASSIFICAZIONE DELL’INCENERIMENTO

Da GAIA arriva un nuovo invito ad insistere perché nell’avvicinarsi del voto del parlamento europeo che in seconda lettura dovrà approvare un testo sulla gestione dei rifiuti da “contrattare poi” con il “consiglio dei ministri”, venga fatto il massimo sforzo
1) per cancellare ogni modalità di “riabilitazione “ dell’incenerimento (sarebbe una vittoria riuscire a mantenere l’attuale gerarchia di trattamento dei rifiuti che confina l’incenerimento nell’ultime fase dello smaltimento);
2) mantenere i target di obbligatorietà di riciclaggio dei rifiuti speciali e industriali approvati all’inizio del mese di aprile, che prevedono il 70% al 2020 e che mantengono comunque qualsiasi forma di recupero energetico subordinata al recupero di materia.
Appare di massima importanza mantenere la pressione democratica sul gruppo parlamentare dei socialisti europei che nell’esito del voto avranno un ruolo fondamentale. In particolare appare importante sensibilizzare il parlamentare europeo del gruppo socialista Guido Sacconi che in qualità di “relatore ombra” può influenzare in modo determinante il voto del suo gruppo.

Rossano Ercolini, Pier Felice ferri, Fabio Lucchesi

ODISSEE

Odissee - spettacolo teatrale circa le tematiche che riguardano quotidianamente i migranti ed il loro rapporto con istituzioni e cittadini dei paesi in cui si sono trasferiti (in particolare l'Italia)

una produzione "Teatro delle Temperie"

Venerdì 30 Maggio 2008 h.20.30 Salone del circolo L.Briani via Fratelli Cervi, 25 Desio

Lo spettacolo invita ad una riflessione più serena sull'atteggiamento dell'Italia nei confronti di questo fenomeno sempre più centrale nella politica, nel mondo del lavoro e pù in generale nella vita di tutti i giorni.Al termine dello spettacolo sarà possibile fermarsi a bere una birra insieme e confrontarci su questo importante argomento.
INGRESSO GRATUITO.
Vi aspettiamo numerosi!

IL TRIONFO DEL BISPENSIERO VELTRUSCONIANO. VOLA IL GRANDE FRATELLO!

GUARDA IL VIDEO : http://it.youtube.com/watch?v=Wz4Ci1exh3Q

di Pietro Palau Giovannetti
Il ritardo con cui chiudiamo la prima edizione trimestrale del 2008 mi consente di apportare alcuni ritocchi all'editoriale, che molti avranno già letto con l'invio della news letter: <>. Chi non l'avesse ricevuta può trovarla nel ns. archivio on line o richiederla registrandosi.
L'esito del voto che ha visto l'affermazione del bipolarismo veltrusconiano e il volo del grande fratello, pronto a scambiare la staffetta alle prossime elezioni, in un alternarsi di false maggioranze e di false opposizioni, che garantiscono la governabilità del Paese, senza mettere in discussione i perversi equilibri di potere, ha pienamente confermato l'opinione secondo cui da qualunque angolazione (destra/centro/sinistra) ci accingiamo a guardare il problema della scelta della coalizione governativa e dei candidati da votare, il continuerà a rimanere , ovvero una sua creazione, appositamente concepita da menti raffinate e perverse, per allontanarci dal , cioè da quello che ciascuno di noi profondamente desidera, e a cui ogni cittadino libero ha pieno diritto ad ambire.
Con la conseguenza che, nonostante le nostre buone intenzioni, continueremo a venire rappresentati da governanti che non ci rappresentano, i quali al di là degli schieramenti ideologici di appartenenza, incarnano i soli interessi delle lobby di potere trasversale che occupano le istituzioni dal dopoguerra ad oggi, soffocando la democrazia e i principi di legalità e di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.
Il Paese è infatti andato frettolosamente alle urne, sospinto da un'arguta regia che lo ha costretto a operare una scelta netta di campo, tra i due maggiori schieramenti, su fittizie contrapposizioni ideologiche, senza consentirgli di esprimere nuove forme di rappresentatività e propri veri candidati provenienti dalla
società civile, che ne incarnassero le reali aspettative e bisogni.
D'altronde, senza il peggio non potrebbe esistere il meno peggio e la cultura oramai fattasi dominante di votare "turandosi il naso", come scriveva, oltre trent'anni fa, Indro Montanelli, all'inizio della crisi dei partiti della prima repubblica, invitando a votare la vecchia Democrazia Cristiana (da lui appunto individuata come il "minor male" rispetto all'avanzata dei comunisti). Epoca da cui nulla è cambiato.
In quest'ottica di eclisse dei valori e di tramonto della cultura della legalità, dove la cultura del bene ha abdicato a quella del male (o del minor male), il peggio è ormai diventato l'alibi e la bussola che guida tutte le pseudoscelte esistenziali e di consumo dell'italiano medio, di cui il potere si serve per addormentare le coscienze, adombrando lo spauracchio della sorte del peggio, inteso come punto di riferimento negativo, per orientare il consenso politico sul "meno peggio", che rappresenta la vera diabolica creatura delle .
Andando al voto, dopo l'insabbiamento delle inchieste sulle collusioni tra poteri forti, stato, mafia e massoneria, in un clima di aperta intimidazione nei confronti della parte sana della magistratura, l'italiano medio/cre ha così ingenuamente creduto di scegliere liberamente come migliorare il suo futuro, rispetto al peggio, e al suo punto di vista ideologico di partenza (Berlusconi visto dal centro-destra, Veltroni dal centro-sinistra, Casini dal centro, Fini da destra, Bertinotti da sinistra, Bossi da...,, etc.), pur essendo perfettamente consapevole dentro di sé che nessun partito e candidato premier incarnasse le sue reali aspettative e convinzioni.
Ed è così che la filosofia spicciola del meno peggio si è impadronita delle menti degli italiani, i quali senza accorgersene, illudendosi di scegliere, hanno votato compatti, contro i loro veri interessi, per l'egemonia del
bispensiero veltrusconiano che, nella struttura bipartitica è in grado di fagocitare ogni forma di aleatoria opposizione, da cui è stato generato, in una società di stampo orwelliano, dove chiunque vinca, vince il progetto della P2.
Progetto da tempo condiviso dalle massonerie "regolari", attraverso cui i poteri forti continuano a governare indisturbati, senza soluzione di continuità, controllando partiti di destra e di sinistra, giornali, sindacati, magistratura, forze dell'Ordine e i gangli nevralgici delle istituzioni, in una falsa alternanza bipolare, dove chi rifiuta di farsi omologare, adoperandosi per il rispetto della legalità, viene criminalizzato, villipeso ed emarginato, come accaduto nei recenti eclatanti casi dei magistrati De Magistris e Forleo, fatti passare per dei pazzi visionari.
Secondo lo stesso Licio Gelli il suo "Piano di Rinascita Democratica", sequestrato nel 1982, si è pienamente realizzato e coincide con il programma di Berlusconi, il quale accusa a sua volta Veltroni di averglielo copiato (Cfr. intervista a Licio Gelli: "Avevo già scritto tutto trent'anni fa", di Concita De Gregorio, la Repubblica del 28.9.03, scaricabile dal sito: http://www.disinformazione.it/ ).
A riguardo, anche il Gran Maestro del Grande Oriente, Gustavo Raffi, in occasione dei recenti Stati Generali di Rimini, pur affermando che il cuore della massoneria storicamente ha sempre battuto a sinistra, non ha nascosto nell'intervista rilasciata ad Alberto Statera di Repubblica che i massoni di oggi sono divisi a metà e avrebbero forse votato "divisi tra Walter e Silvio, cercando soluzioni condivise e riforme a grandi intese" (la Repubblica 5.4.08).

Nella società, preconizzata da George Orwell, nel suo famoso romanzo "1984", che sia Veltroni che Silvio hanno sicuramente letto, chi dissentiva veniva condannato dal Grande Fratello alla "vaporizzazione", proprio come accaduto a Falcone, Borsellino e, più recentemente, poco prima delle elezioni, al Giudice Forleo e al P.M. De Maqistris, rei di essersi spinti ad indagare sull'intreccio tra mafia. affari, politica e massoneria.
Il regime che governava il paese era totalitario, ma appariva agli occhi della gente come democratico e disposto a tutto per il bene della popolazione: al vertice del governo vi era il Grande Fratello, una persona onnisciente, a capo del Partito Interno, costituito da tutte le persone che prendevano le decisioni ed organizzavano la società. Al di sotto del Partito Interno vi era quello Esterno, i cui componenti lavoravano nei quattro ministeri, sui quali poggiava la suddivisione dell'organizzazione governativa. Come oggi i suoi funzionari godevano di privilegi, quale l'ereditarietà della loro condizione e razioni più abbondanti, ma restando essi stessi schiavi dell'ideologia che avevano legittimato e riprodotto. Il Ministero della Verità, ove lavorava il personaggio principale Winston Smith, aveva il compito di riscrivere periodicamente la storia, censurando libri e giornali non in linea con la politica ufficiale e di ridurre le possibilità espressive della lingua, attraverso la pratica del bispensiero: artificio idoneo a limitare, mediante la sottrazione di termini atti ad esprimerli, gli stessi concetti linguistici a disposizione, in modo da sopprimere in radice ogni forma di pensiero critico e l'idea stessa delle libertà e dei diritti dei cittadini. Tra gli slogan su cui si fondava l'opera di rivisitazione della storia e di controllo delle masse vi era infatti quello che "
chi controlla il passato controlla il futuro, e chi controlla il presente controlla il passato".
Le menti delle persone erano in buona sostanza indotte a credere che tutto ciò che diceva loro il Partito doveva essere considerato vero, secondo la prassi del bispensiero, inculcatagli sin da bambini, procedimento attraverso il quale, oltre che nei documenti, venivano modificate tutte le tracce del passato anche dalle menti. In pratica, il Partito, per evitare nemici, eliminava le persone pericolose, cancellando però anche ogni traccia della loro stessa esistenza. Per evitare ritorsioni i sudditi dovevano vivere non solo in maniera omologata, nell'adorazione del Grande Fratello, ma anche condividere in toto l'ideologia imposta dalla "Neolingua" del bispensiero orwelliano, conducendo un'esistenza ispirata ai principi e ai valori propinati dal regime.
Nel timore di dissensi e sommosse, anche i membri del Partito erano tenuti costantemente sottocontrollo dalla psicopolizia, o polizia del pensiero, che sorvegliava le persone ogni istante tramite dei teleschermi (grandi apparecchi molto simili alle moderne televisioni) che, però, oltre a trasmettere, permettevano anche di guardare ed udire ciò che stava accadendo nel campo sensoriale in cui erano posti. Questi megateleschermi erano situati in ogni casa ed edificio, cosicché la psicopolizia potesse controllare ogni individuo, ascoltandone persino le parole nel sonno, e agendo tempestivamente in caso di necessità. Nel gradino più basso della scala sociale, vi era infine la restante parte della popolazione, pari all'85%, che conduceva un'esistenza priva di qualsiasi diritto e libertà, che si doveva comportare da veri e propri sudditi.
Tutti i psicoreati che potevano essere individuati nelle menti ribelli, rispetto ai falsi parametri storico-culturali dettati dalla Neolinqua, venivano puniti con varie forme di torture prevalentemente psicologiche, sino ai lavori forzati e alla condanna a morte o alla "
vaporizzazione". A differenza di tutti gli altri, Winston Smith che lavorava al Ministero della Verità col compito di modificare i documenti scritti, rimane però consapevole di ciò che architettava il Partito, che, pur spacciando di fare di tutto per il bene delle persone, peggiorava solamente la qualità della loro vita, privando i cittadini di ogni libertà, persino quella di gioire della vita e di fare all'amore. Così, pur sapendo di essere continuamente controllato e rischiare la condanna a morte, Winston comincia a condurre un'esistenza ispirata a principi opposti a quelli indotti dal regime, collaborando con un'organizzazione clandestina denominata "Lega della Fratellanza", che si assumeva intendesse rovesciare il governo. Ciò, senza immaginare che si trattava di una sofisticata macchinazione attuata dal Partito Interno per prevenire qualsiasi opposizione e anelito di libertà dello spirito umano. O'Brien con il quale si confida è infatti una spia che fa il doppio gioco e che lo fa arrestare, sottoponendolo ad atroci torture e a un indicibile processo di degradazione, alla fine del quale Winston, ultimo custode dello spirito umano, è costretto a denunciare Julia e tutti i suoi compagni, per scoprire dallo stesso O'Brien che non è sufficiente confessare e sottomettersi: il Grande Fratello vuole avere per sé l'anima e il cuore di ogni suddito prima di metterlo a morte.
La dittatura immaginata da Orwell è quindi una "dittatura mentale", non affatto dissimile da quella contemporanea, di tipo squisitamente ideologico, che viene imposta mediante il lavaggio del cervello e mirate campagne di propaganda e manifesti cubitali, ove ovunque capeggia l'effige del Grande Fratello e slogan del tipo: "il grande fratello vi guarda", "la pace è guerra", "la libertà è schiavitù", "l'ignoranza è forza". Il tutto accompagnato da sparizioni improvvise, senza alcun clamore, senza apparente violenza, proprio come di recente accaduto al G.I.P.
Caterina Forleo e al P.M. Luigi De Magistris, i quali sono usciti di scena, nel silenzio delle istituzioni, la prima denunciando di aver subito ripetute pressioni e minacce, tra cui il preavvertimento mafioso della morte dei suoi genitori in un "incidente stradale", e il secondo, denunciando di temere per la sua incolumità personale e rischiando di pagare il risarcimento dei danni all'ex Ministro di Giustizia (o della Verità), Clemente Mastella, per averlo sottoposto ad indagini.
Una situazione del tutto allarmante ed anomala che nulla ha a che vedere con la storia di un Paese civile, ma che ciò nonostante è stata avvallata dalle istituzioni dello Stato, dal C.S.M. e dall'intero sistema dei partiti, complici di tale degrado sociale, i quali oggi ci chiedono il voto, come se nulla fosse accaduto, promettendoci quella libertà che già ci hanno rubato, cancellando dalle menti degli italiani la stessa capacità di sognarla e di desiderare il bene e la giustizia.
In tale contesto, tipico di Paesi del terzo mondo, il bipensiero veltrusconiano rappresenta il "salto di qualità" che il Grande Fratello vuole far compiere alla moderna dittatura partitocratrica, dove non solo si pretende obbedienza assoluta, da parte dei magistrati e dei cittadini ma, addirittura, la spontanea condivisione del "sogno veltrusconiano" di ingabbiare l'elettorato, tramite la logica del meno peggio, nella prigione del bipartitismo e della falsa alternanza bipolare, dove a governare saranno sempre loro: gli uomini del Partito Interno, già immaginato da Orwell nel 1948, coi loro apparati clientelari e repressivi, attraverso cui saccheggiano le risorse pubbliche, mandando il Paese in rovina, con il nostro consenso.
Fatte queste premesse, chiunque sia convinto di avere diritto al meglio
e che i propri figli crescano in un paese civile, fondato sul rispetto delle regole, in cui la giustizia sia veramente uguale per tutti, ovvero che gli italiani meritino di venire rappresentati da governanti scelti liberamente, avrebbe dovuto decidere di non votare, chiedendo ai presidenti di seggio di annullare la sua scheda e di verbalizzare che nessun partito rappresenta le sue aspirazioni. Perché in questa situazione di ristagno della politica, dove i partiti hanno esaurito la loro funzione storica e non sono più in grado di assolvere al ruolo guida di portare il Paese verso il progresso e la democrazia, il "non voto critico" rappresenta l'unico voto veramente utile.
L'alta percentuale che ha scelto di non votare rappresenta l'unico segnale veramente forte e chiaro di richiesta di cambiamento di cui il Paese aveva bisogno per iniziare a risollevarsi e a guardare ad un futuro, dove il fare politica significhi adoperarsi per il bene della società e non più un mezzo per arricchirsi alle spalle della collettività, come affermava Aristotele.
Chi non sia ancora del tutto rincitrullito e creda che sia possibile cambiare il mondo e il modo di pensare dominante, unendo le persone oneste, che credono nei valori e nella uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, indipendentemente dal credo politico e dalle paludose diatribe tra destra, centro e sinistra, non esiti dunque a diffondere e ad iscriversi alla nostra news letter, senza rattristarsi di aver vinto o perso le elezioni, perchè tanto questo regime è giunto al capolinea.
Una nazione che è andata al voto dopo aver imbavagliato e intimidito la magistratura affossando le indagini sul rapporto tra affari, politica, mafia, massoneria è tutt'altro che un grande Paese democratico e il buon senso degli italiani non tarderà a capirlo.
La Voce di Robin Hood, la cui ultima news letter è stata visualizzata da oltre 50.000 utenti, rappresenta un punto di riferimento dove poter respirare aria di libertà, scrivere e leggere la verità, notizie inedite e punti di vista che molto difficilmente si possono trovare sui media controllati dal potere. Un'avventura che, grazie al vasto interesse di pubblico, riscosso in particolare tra l'avvocatura e la magistratura italiana, nonché al sostegno che spero vorrete continuare a concederci, continueremo per tutto il 2008.

Pietro Palau Giovannetti
(Presidente Avvocati senza Frontiere)
P.S.: Sul prossimo numero on line alla fine di giugno:
$TATO MAFIA MA$$ONERIA COME UNICO $ISTEMA

(TERZA PARTE - vedi precedenti sul sito di avvocati senza frontiere)

No alla barbarie nucleare (di Luigi MARA)



Medicina Democratica (ri)apre il dibattito contro la barbarie nucleare che una classe politica imbelle - (adagiata sulle più ottuse posizioni del padronato nostrano e multinazionale e su quelle di una lobby tecnocratica coccolata anche dall'apparato militarindustriale) - vuole rilanciare in campo energetico infischiandosene della volontà espressa dal Popolo italiano nel referendum del 1987 che bocciò, senza appello, il ricorso all'energia nucleare nel nostro Paese.Con questa preziosa monografia di Angelo Baracca intendiamo fornire gli elementi conoscitivi di questa cruciale problematica, premessa indispensabile per riportare al centro del dibattito il tema energetico senza subire l'iniziativa di una lobby nucleare sempre più aggressiva, anche per il sostanziale silenzio della sinistra politica e sociale. Sul punto, al di là di qualche meritevole eccezione, non va taciuta la sostanziale copertura data dalle forze di sinistra e ambientaliste alle iniziative internazionali dell'ENEL, attuate sia prima che dopo la sua privatizzazione.Ci riferiamo alla partecipazione dell'ENEL al programma francese di reattori veloci alimentati a plutonio, poi chiuso dopo le fallimentari esperienze di Phénix e Superphénix, e, più recentemente, agli investimenti effettuati dallo stesso ente su reattori che, anche secondo l'Unione Europea, vanno smantellati perché insicuri: si tratta di 1,9 miliardi di euro per il completamento di due reattori progettati sulla vecchia tecnolog ia sovietica, privi di involucro esterno a Mochovce, nella Repubblica Slovacca (cfr. Parte II della monografia di A. Baracca).Per tutta risposta, i paladini nostrani del nucleare, fra essi spicca Chicco Testa, passato dalla presidenza di Legambiente a quella dell'ENEL e, a fine mandato, a quella di membro dell'European Advisory Board del Carlyle Group (il megafondo di investimento con forti interessi della famiglia Bush), si limitano ad affermare in modo tutt'altro che rassicurante: "l'ENEL ha acquisito il 66% del capitale di Slovenske Electrarne che dispone in particolare di sei reattori nucleari VVER raffreddati ad acqua di concezione russa da 440 MWe ciascuno" (sic!).Ancora, l'ENEL dal 2008 realizzerà due nuovi reattori in Romania. Infatti, il gruppo italiano - secondo l'agenzia Bloomberg - è tra gli operatori scelti da Nuclearelectrica, l'agenzia nucleare romena, per la realizzazione di due gruppi aggiuntivi da 750 MWe ciascuno da completare entro il 2012, nell'impianto di Cemavoda. (Progetto da 2,2 miliardi di euro che l'ENEL realizzerà con la spagnola Iberdrola, la tedesca Rwe, la belga Electrabel, la ceca Cez e la Acelor-Mittal).Come si vede, da tempo, la lobby nucleare è passata dalle parole ai fatti, violando palesemente la volontà popolare sancita nel referendum di 20 anni fa. Se a tutto questo si pone mente al fatto che la spesa militare è stata aumentata di 23 miliardi di euro nel biennio del governo Prodi, e che le industrie produttrici dei componenti delle centrali nucleari producono anche componenti per l'apparato militare, bombe comprese, si coglie meglio la subordinazione dei programmi "civili" a quelli militari.

PROSSIMI APPUNTAMENTI CONSIGLIATI DA CDST - Compagnia Degli STracci

1 giugno ore 20.30--> "LOGORLANDUS" di e con Enzo Biscardimonologo di rilettura dell'orlando urioso incentrato sul tema deldisagio mentale. A seguire dibattito.ù

8 giungo ore 20.30 --> "CELLOPHANE" della compagnia teatrale Le Carte Bollatespettacolo ispirato a Luca Rossi, ragazzo assassinato nel 1986 da unapallottola vagante sparata da un poliziotto. A seguire dibattito..

15 giugno ore 20.30--> "NAUFRAGHI" di e con Giorgia Battocchio, DinoDonatiello e Davide Sormanisurreale parodia di un'umanità incapace di progettare il propriofuturo. A seguire dibattito..

giovedì 15 maggio 2008

I PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il 15 maggio ore 21:30 per la proiezione di video sulla libertà di informazione + dibattito in merito e h23:30 DJSET by LABBSTAFF
e soprattutto ... di venerdì 16 maggio, ore 21.00 riunione del progetto WEBTV presso la ex sede DS Seregno, di Via Leonardo Da Vinci 30 SEREGNO (by redazione di infonodo.org)

Il 19 MAGGIO h21 in via Porta 1 a Desio (sede dell'associazione LAB.B.), si terrà un incontro del MEETUP - Amici di Beppe Grillo di Desio, il quale avrà i seguenti temi all'ordine del giorno:
Libera informazione: burocrazie varie per certificazione firme V"DAY + organizzazione per altri banchetti
Liste civiche: aprire un confronto in vista dell prossime amminiztrative
Comitato di salute pubblica: raddoppio dell'inceneritore di Desio; discariche abusive in Città; Be.Bre.Mi (a proposito di questo tratto autrostradale si terrà un consiglio comunale aperto - in cui si può intervenire - in data 29 MAGGIO h:21)
Su queste ed altre tematiche è necessario fare partire il FIATO SUL COLLO nei confronti dei NOSTRI DIPENDENTI di giunta e consiglio, attraverso una massiccia presenza ai prossimi consigli comunali ed alle assemblee pubbliche organizzate dalle istituzioni.

Il 20 MAGGIO h21:30 in via Porta 1 a Desio INCONTRO LAB.B. (LABoratorio Brianza). O.d.G.:
Redazione NEXT: articoli; immagini e foto; link e materiale web; impaginazione e aggiornamenti blog
GRIGLIATA + MUSIC PER AUTOFINANZIARE L'IMPIANTO SOUND
ORGANIZZAZIONE DJSET+FREESTYLE CONTEST PER ULTIMO GIORNO DI SCUOLA

A PRESTO !!!

sabato 10 maggio 2008

PER L’INFORMAZIONE, contro la censura: VAFFANCULO … ANCHE A DESIO !!!

Il V2DAY a Desio è stata una bellissima giornata, 12 ore in cui, quasi ininterrottamente, cittadini di ogni residenza, vicina o lontana, hanno firmato per i 3 referendum “LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO”: 1. ABOLIZIONE DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI; 2. ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO ALL’EDITORIA; 3. ABROGAZIONE DELLA LEGGE GASPARRI. Intanto veniva riprodotto su uno schermo il film-documentario di Sabina Guzzanti dal titolo “W Zapatero” e artisti di strada si dilettavano al writing e al canto con stile improvvisato (freestyle). Unico accenno all’iniziativa sulla stampa locale è arrivato dal Giornale di Desio una fotonotizia (una fantanotizia forse così si può chiamare … sarebbe meglio dire una fotomenzogna oppure una VOTOnotizia) che così recitava “Raccolte circa 800 firme al banchetto del Vaffa Day a Desio contro l’informazione. Sono state quattro ore in cui i “grillini” hanno insultato la Città di Desio e i desiani”. Non avremmo mai pensato che la distorsione della verità potesse giungere a tanto !!! Anzitutto IL VAFFADAY NON è CONTRO L'INFORMAZIONE ... il Giornale di Desio, piuttosto, è contro l'informazione, perchè noi siamo stati in piazza (12 ore, non 4 come scritto sul quel "giornale") con il banchetto per raccogliere le firme per tre referendum di iniziativa popolare (come previsto dalla Costituzione), con i quali si chiede proprio che la stampa e l'informazione in tutte le sue forme siano libere e non soggette a censure o autorizzazione di alcun genere (anche qui come sancito dall'Art. 21 della Costituzione). In due rappresentanti del MEETUP DI DESIO ci siamo recati alla redazione del Giornale di Desio (rimpiango solo di non aver portato una telecamera) perché non ci è andato giù ciò che è stato scritto. NOI "grillini" (come siamo stati qualunquisticamente definiti) NON ABBIAMO INSULTATO Nè LA CITTà DI DESIO, Nè TANTO MENO I DESIANI. È stato detto al microfono in piazza il 25 aprile: “Desiooo, ci siamo o nooooo? Desioooooooo! Vaffanculoooooooooooooooo!” La parola “Desio” era un’esortazione per richiamare l’attenzione della piazza! Il Vaffanculo è in un’altra proposizione ed è il termine in cui è racchiuso il significato morale della giornata ossia un “Vaffa” come elemento di rottura dal perbenismo ipocrita ed al conformismo dei giornalisti che inevitabilmente si riflette sui lettori/telespettatori. Il direttore del periodico desiano, che ha asserito di avere come testimoni del turpiloquio in offesa alla cittadinanza niente popò di meno che il sindaco Giampiero Mariani ed altri due assessori della Lega Nord, ha probabilmente frainteso il senso degli slogan oppure ha semplicemente mentito! In ogni caso per rispondere a questa diffamazione PRETENDIAMO COME NOSTRO DIRITTO LA POSSIBILITA’ DI UNA REPLICA. Il “giornalista” (ha senso questa parola?) ha ammeso
Infine il “simpatico” direttore ha cambiato discorso finendo a parlare del “Train Blues Pub” e del clamore che ha creato la sua chiusura, non tra i giovani che hanno perso un punto di riferimento e che forse ora andranno a cercarlo in qualche delinquente, bensì tra gli anziani che vivono nel quartiere. SIAMO STATI CACCIATI VIA PER AVERGLI FATTO NOTARE CHE NOI ERAVAMO ANDATI DA LUI COME MEETUP E CHE IL FATTO CHE NOI SIAMO GIOVANI E CHE MOLTI GIOVANI HANNO CRITICATO IL GIORNALE DI DESIO PER L’ARTICOLO SULLA FESTA DI CHIUSURA DEL TRAIN NON C’ENTRA. NOI SOCIETà CIVILE che gradiremmo essere informati, non siamo solo giovani, ma persone di ogni età che condividono esperienze ed informazione sul web e che con le iniziative pubbliche sul territorio, vogliono portare questa nuova consapevolezza che circola sulla RETE a disposizione anche di chi Internet no ce l’ha. OGNUNO DI NOI è GIORNALISTA DI SE STESSO. Possiamo essere TUTTI PARTIGIANI DELL'INFORMAZIONE, mentre loro resteranno i giornalisti servi dell'encomiastica opinione, che si sono scordati probabilmente che dal loro lavoro dipende la democrazia, gettando a terra il proprio codice deontologico e passandoci sopra con le scarpe sporche di fango a mo’ di zerbino. IL V2DAY è stato organizzato proprio contro questo vostro modo di fare DISINFORMAZIONE, ma pare non abbiano ancora recepito il messaggio!
Il direttore ha ammesso che si è sentito legittimato a definire il V2DAY un’iniziativa contro l’informazione perché questa è la linea mantenuta da tutti i giornali italiani … ecco le contraddizioni del sistema spuntare come funghi. Il disinformatore si attiene alla linea definita dall’ordine della censura per “informare” che il v2day che vuole abolire tutto ciò è contro l’informazione. Lo sapevate che ci collochiamo circa all’ottantesimo posto circa nel mondo per libertà di informazione? Bhè mi direte voi se lo avessimo saputo non saremmo all’ottantesimo posto (battuta rubata alla Guzzanti). Ah direttò ma questa ce l’hai proprio messa su un piatto d’argento!
Se avesse voluto fare veramente informazione avrebbe dovuto almeno spiegare i motivi dei tre referendum e della nascita dei movimenti più o meno legati a Grillo e poi dire la sua opinione. Ci sentiamo veramente umiliati ed ancora una volta definiti, inquadrati, etichettati, dai media come dalle istituzioni. Il Giornale di Desio andrebbe ribattezzato “Il Calderone”, perché, assolutamente in linea con la nostra, amministrazione comunale, butta tutti in un unico calderone, fa di tutti i giovani un sol fascio, racchiudendoli in categorie come il vandalo, l’alcolizzato, il drogato, che sono stereotipi dagli stessi media portati all’esasperazione e fa di chiunque muova pensieri un attimino critici come un suo diretto oppositore da diffamare al fine di eliminarlo politicamente.Senza rancore, ma con profondo dispiacere per il pessimo stato mediatico in cui riversa il nostro territorio ...PROGETTO EDITORIALE AUTOGESTITO DAL BASSO "THE NEXT - il prossimo"