Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho ancora qualche dubbio.

Sito denuclearizzato

MOVIMENTO A 5 STELLE

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Ambiente

Maurizio Pallante
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Acqua

Riccardo Petrella
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Sviluppo

Matteo Incerti
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Connettività

Maurizio Gotta
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Trasporti

Beppe Grillo


lunedì 5 dicembre 2011

NO PED: Sgomberano un presido ma non le Nostre idee!

Sabato 3 dicembre alle 8e30 circa i carabinieri hanno fatto irruzione nello stabile dell'ex-tiro a segno occupato domenica scorsa come presidio permanente contro la PeDemontana, l'autostrada che vuole cancellare la "cintura verde" attraversando da ovest a est le aree comprese tra Desio e Seregno.
I militari hanno eseguito lo sgombero coatto trascinandoci fuori nonostante avessimo chiesto che prima arrivasse il nostro avvocato, inoltre la digos ci ha sequestrato il telefonino dopo un paio di chiamate impedendoci di avvertire altri dell'accaduto. Tra le minacce di sequestro del materiale che avevamo portato al presidio e quelle di arresti e TSO (!), l'operazione si è conclusa in tre ore nelle quali due squadre di operai mandati dalla proprietà hanno barricato con enormi lamiere e tubi innocenti tutti gli accessi all'area. Infine anche il sindacon PDino Corti è venuto personalmente a stringere la mano al funzionario dell'arma che ha guidato le operazioni.
Il dato più incredibile è il modo con cui lo sgombero è arrivato, senza nessun contatto precedende da parte di forze dell'ordine, istituzioni e proprietà, nonostante avessimo nel comunicato iniziale la nostra disponibilità ad un incontro. Già nei giorni precedenti lo sgombero era in atto la "guerra dei lucchetti", più volte sostituiti, addirittura mentre alcuni di noi erano all'interno della struttura, dicasi SEQUESTRO DI PERSONA. Oltre alle modalità è sconcertante la velocità dell'intervento, soli sei giorni, mentre per gli sversamenti di rifiuti tossici ci sono voluti 15 anni, senza contare il fatto che sono stati singoli cittadini ad esporsi per denunciarle.
NON CI FACCIAMO INTIMIDIRE E CONTINUEREMO COMUNQUE A PRESIDIARE IN MANIERA ITINERANTE LE AREE INTERESSATE DA QUESTA INUTILE GIGANTESCA OPERA, che non va vista sola, ma come parte del progetto di tangenzialissima esternissima di milano, iniseme alla RHO-MONZA, la BRE.BE.MI.(Brescia-Bergamo-Milano), la TEM (Tangenziale Esterna Est Milano), la TOEM (Tangenziale Ovest Esterna Milano) e la superstrada Boffalora-Ticino. Si tratta degli avamaposti per il progetto della CITTA' INFINITA, ovvero la metropoli di oltre 6 milioni di abitanti che sognano e propagandano FORMINCHIONI e i suoi seguaci, tra i quali non mancano gli arresti come quello degli scorsi giorni del suo vice.
L'avviso di garanzia riguarda proprio la BREBEMI, nello specifico il ponte di Cassano sull'Adda, costruito sopra e con i rifiuti tossici. Si tratta della parte più importante del tracciato, proprio come Desio è il centro geometrico e nevralgico della Pedemontana con i suoi due svincoli rispettivamente con la milano-meda e con la milano-lecco, con il mega autogrill in mezzo ed il centro logistico e manutenzione di tutta la grande opera  viaria che dovrebbe sorgere proprio nei pressi della discarica abusiva e tossica di via Molinara (35 campi da S. Siro per 15 metri di profondità di Cromo esavalente, Cadmio, metalli pesanti, amianto, rifiuti radioattivi, liquami industriali,...).
Senza contare che per la costruzione dell'autostrada si vorrebbe scavare nei terreni contaminati dalla dalla diossina di Seveso, che per l'omonima direttiva europea (che ha fatto giursprudenza in 27 stati, proprio a partire dalla tragedia dell'Icmesa del '76). La portata del disastro che sta per arrivarci addosso è dello stesso calibro della Val Susa o del Parco del Vesuvio e la risposta popolare non può essere solo quella dei comitati che propongono migliorie ai singoli svincoli, interramenti piuttosto che ridimensionamenti, compensazioni ambientali e green way. Il percoso dei ricorsi al TAR, alla Corte dei Conti e le battaglie nelle sedi istituzionali sono il minimo sindacale.
Queste pratiche burocratiche, non bastano a scongiurare la devastazione totale, finale, definitiva di un territorio che già ha le densità costruite ed abitative più alte d'europa, bensì potranno solo rallentarne l'iter e dare qualche contentino alla popolazione. Se si vuole incidere in maniera sostanziale però le vie da peseguire sono quelle dell'autorganizzazione, dei presidi nei terreni espropriati, del blocco delle betoniere e delle ruspe che presto inizieranno le cantierizzazioni e delle manifestazioni di dissenso presso le sedi istituzionali coinvolte. Oltre vent'anni di tavoli di contrattazione non hanno portato a nulla se non un grande dispiego di energie per i comitati.
E' giunto il momento di scegliere se sostenere un modello di sviluppo che fonda i pilastri nella distruzione, nella contaminazione e nella corruzione, oppure ottenere in maniera accorata la moratoria totale di ogni costruzione, di ogni edificazione; lo STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO ed all'utilizzo dei materiali cementizi dato che oggi esistono le alternative tecnologiche meno costose, non monopolizzabili, più sicure e soprattutto che permettono il risparmio e l'autosufficienza energetica nell'abitare e nella mobilità. Scelte come questa incidono per i prossimi 30-40 anni, proprio come per la questione inceneritore, si tratta di scelleratezze che vanno fermate ORA O MAI PIU'.
Perciò, per tutti quelli che hanno già deciso da che parte della barricata stare, gli appuntamenti sono i seguenti:

MARTEDì 6 DICEMBRE h21:30 Piazza Woytila (davanti al comune di Desio) per l'assemblea con i comitati contro le grandi opere che era in programma al Presidio Permanente, ora sgomberato. Per conoscere le situazione nelle altre realtà e per riorganizzare la lotta e rilanciare le iniziative a livello locale.
p.s.= per chi viene da fuori con i mezzi pubblici concentramento alle 21 in stazione a Desio (tratta treno S11 Milano Porta Garibaldi - Chiasso)

GIOVEDì 8 DICEMBRE h 21 FESTA dell' Imma(tri)-COLATA Conce'NDRAzione, anche se non ci sarebbe nulla da festeggiare ci si trova per un appuntamento musicale e mangereggio, SARA' UNA FESTA DELLA MADONNA, non mancate!
L'iniziativa su un'area interessata dalla speculazione che, una volta decisa insieme, sarà comunicata in seguito attraverso risposta alla mail ppcontropedemontana@gmail.com o chiamando il giorno stesso dell'evento il 3333802578

SARA' DURA !!!

NO PED: adesbastaneh.blogspot.com



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CONFESSO: ANCH'IO SONO UN MANDANTE MORALE!

giovedì 1 dicembre 2011

Occupy Desio: Presidio Permanente contro pedemontana + incontro pubblico martedì 6/12 con comitati no grandi opere

Comunicato stampa:
http://adesbastaneh.blogspot.com/2011/11/occupy-desio-presidio-permanente-contro.html

La presenza al presidio è un po' scarsa, serve ricambio energie,
viveri, materiale di prima necessità per affrontare il freddo e tutto
quello che possiate pensare utile alla causa.
Non mancano inoltre le visite sgradite l'altro ieri quella di alcuni
PDeLlini e ieri quella dei carabinieri che hanno aperto il cancello,
che noi abbiamo richiuso con un lucchetto più grande. Oggi invece
siamo stati SEQUESTRATI dentro l'area, dato che all'alba sono stati
cambiati dall'esterno i lucchetti, nonostante fossimo all'interno
della struttura, mentre lo striscione del presidio è stato rubato. Ne
carabinieri, ne polizia, ne comune dicono di essere stati, rimane il
dubbio se sia stata la proprietà o qualche altro losco figuro
fascio-mafioso.

NON ABBIAMO PAURA, resisteremo ad ogni intimidazione!
Presto il programma delle iniziative del presidio per il mese di dicembre.

Per il primo incontro pubblico di martedì 6 dicembre ore 21,
ovviamente qui al presidio salvo stiamo contattando i diversi comitati
locali sia che si oppongono alla pedemontana, ma anche i comitati NO
EXPO, NO TEM (tangenziale est milano), NO TOEM (tangenziale ovest
esterna milano) e contro la nuova RHO-MONZA. Se viste insieme queste
grandi opere funzionali all'expo 2015 configurano i nuovi confini
metropolitane e gli avamposti per la città infinita. Solo unificando
le lotte attraverso un'unica piattaforma rivendicativa avremo qualche
possibilità di fermare l'AVANZARE DI QUESTA CITTA' METROPOLITANA.
SARA' DURA !!!

Per info: ppcontropedemontana@gmail.com

sabato 29 ottobre 2011

Desio, forno inceneritore: aula dice no al raddoppio

Desio, forno inceneritore:
Aula dice no al raddoppio

Raddoppio del forno inceneritore di via Agnesi, no del consiglio comunale

Desio - No al raddoppio del forno inceneritore di via Agnesi. Il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che esprime ufficialmente la posizione dell'amministrazione sul progetto della Bea, la società che gestisce l'impianto. A favore del documento la maggioranza di centrosinistra, la Lega Nord e la lista civica Desio 5 Stelle. Contrari Udc Pdl e Desio 2000. L'ordine del giorno impegna il sindaco ad "adoperarsi affinchè "nell'ambito del piano provinciale dei rifiuti, non sia previsto il raddoppio-potenziamento del forno inceneritore".

Altri impegni saranno l'aumento della raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. "E' in linea col nostro programma" ha sottolineato il sindaco Corti. Rispetto al testo presentato dal centrosinistra, sono stati aggiunti e approvati due emendamenti. Uno, proposto da Paolo Di Carlo (5 Stelle): "il consiglio comunale impegna il sindaco ad adoperarsi per la realizzazione di impianti per massimizzare il recupero della materia e minimizzare l'impatto ambientale".

E l'altro, proposto dalla Lega Nord, attraverso il giovane consigliere Riccardo Mariani: "il consiglio comunale impegna il sindaco ad avviare una campagna di sensibilizzazione, con l'installazione di cestini per la raccolta differenziata in luoghi pubblici". Contrari all'ordine del giorno Pdl, Udc e Desio2000. "Il forno serve ancora" ha sottolineato Vincenzo Bella (Pdl). "Sottovalutate l'opportunità del teleriscaldamento" ha aggiunto Tiziano Garbo (Udc).
Paola Farina

giovedì 6 ottobre 2011

Programma quasi definitivo tour antinucleare 2011 - Oggi giov 6/10 Serata di presentazione @ Kronos via borsieri 12

GIOVEDì 6 OTTOBRE: Aperitivo di presentazione del tour antinucleare + Cena e serata benefit -
@ Spazio Kronos - via Borsieri, 12 - Milano Isola (MM2 Garibaldi - Tram 7, 31)


 Tour antinucleare ottobre-novembre 2011

 

Denunciamo l'intreccio tra nucleare civile e nucleare militare

Sconfiggiamo il "mostro" atomico in Italia e in Europa (una volta per tutte!)

Attuiamo la volontà referendaria contro il ricatto del debito e della crisi, da cui si esce solo con una economia sociale ed ecologica (basata sulle fonti rinnovabili)

Prepariamo il coordinamento europeo dei movimenti antinucleari, per l'ecologia, per la giustizia sociale, per la "democrazia" e l'autodeterminazione che, da indignati ed impegnati, rivendichiamo

INFO: antiesperto@gmail.com

rivoluzionescientifica.blogspot.com

Alfonso Navarra – 340-0878893 – alfonsonavarra@virgilio.it

Giacomo Sicurello – 334-8010452 – desiozone@gmail.com 


 Calendario appuntamenti ed iniziative (quasi definitivo)

 

Weekend n. 1

PIEMONTE

venerdi 7 ottobre Milano - Trino Vercellese

mattino: Conferenza stampa a Milano a margine del corteo di L.go Cairoli (concentramento ore 9:30)

Trino Vercellese (centrale nucleare in dismissione) - ore 17:30 volantinaggio e presidio ; ore 21 assemblea 

Riferimento: Fausto Cognasso


sabato 8 ottobre VAL SUSA

ore 18.00 – Arrivo a Giaglione Val di Susa

ore 20.00 – Assemblea alla baita Clarea


Domenica 9 ottobre Salluggia (vercelli)

Saluggia (centro di stoccaggio delle scorie)

Riferimento: Damiano

 

Weekend n.2

LAZIO

venerdi 14 ottobre: presidio alla Casaccia – Roma - centro ricerche nucleari ENEA e sito "pluto" (scorie)

                               sera: assemblea @ Lavanderia Occupata - Roma

sabato 15 ottobre:  Roma - corteo dell'indignazione europea

domenica 16 ottobre: montalto di castro – Viterbo - centrale atomica incompiuta


Weekend n. 3

EMILIA - LIGURIA

Venerdì 21 ottobre

Mattina: Caorso (centrale atomica in dismissione) [contatti: ass. Airone Rosso, Collettivo Autonomo]

Sabato 22 ottobre

La Spezia (porto militare e nucleare + Enel) @ spazio MAYDAY] – Biciclettata + Serata Benefit

Domenica 23 ottobre

Genova (Ansaldo) - La Tunisia al voto - incontro sul Mediterraneo denuclearizzato

 

Weekend n. 4

LOMBARDIA - VENETO

venerdi 28 ottobre: Ghedi (Brescia) - Base USA - assemblea cittadina

sabato 29 ottobre: Adria (Rovigo) - manifestazione contro la centrale a carbone di Porto Tolle

domenica 30 ottobre: Vicenza - presidio + dibattito alla Casa della Pace

 

Weekend n. 5

giovedì 3 e venerdi 4 novembre: Cannes (France) - G20 sulla crisi globale

sabato 5 novembre: Novara-Cameri - manifestazione contro la costruzione degli aerei da guerra F-35

Domenica 6 novembre  - Milano

h 15 corteo antinucleare - antimilitare

h 18 Milano riunione nazionale antinucleare (@ Kronos via Borsieri, 12)  – lancio proposta Carovana europea

h 21 Concerto benefit conclusivo dell'iniziativa

 

La seconda edizione della carovana antinucleare (la prima si è svolta nel settembre 2010) è una proposta che Kronos, Zerogas, Coordinamento Energia Felice, "Fermiamo il Fuoco atomico" lanciano ai movimenti di base, ai comitati ed alle realtà indipendenti dai partiti.

 

Durante le diverse tappe, oltre a visitare i suddetti luoghi con modalità concordate con i soggetti locali (cortei, presidi, fiaccolate, critical mass, concerti, eventi culturali, etc),  Alfonso Navarra presenterà il suo ultimo libro "La follia del nucleare – il referendum non chiude la partita", mentre i ragazzi dello staff di http://www.zerogas.it  illustreranno l'iniziativa di autosufficienza energetica dell'abitare e della mobilità.

Valuteremo la possibilità di concordare con altri la contemporaneità e la sinergia della "carovana 2" con altre iniziative antinucleari e antimilitariste in altre regioni del centro, del sud e delle isole (ad es: Sardegna)

L'obiettivo, oltre a quello di riportare l'attenzione sul tema del rapporto tre energia e militarismo e quindi di non lasciarsi cullare dallo straordinario risultato dei referendum dello scorso giugno, è quello di lanciare, insieme a chi si unirà a questa avventura una carovana europea:  è a livello europeo che occorre ancora lottare per ottenere risultati realmente significativi e definitivi.

 

Il libro di Alfonso Navarra

 

"LA FOLLIA DEL NUCLEARE - DIALOGHI CON GRETA" è un dialogo formato da 10 conversazioni nell'ambito di un nucleo familiare. La famiglia in questione è formata da papà Arturo, giornalista, Mamma Adele, professoressa di fisica, e Greta, la figlia 18enne, che si fidanza con Bruno, studente di ingegneria nucleare al Politecnico di Milano.

Le conversazioni tra questi personaggi immaginari, prendendo spunto dalle peripezie reali del nonviolento Turi Vaccaro, illustrano il tema dell'energia nucleare soprattutto nell'aspetto poco considerato, e secondo l'autore illuminante (e determinante), dei rapporti tra atomo "civile" ed atomo bellico.

Il libro porta avanti, anche con l'ampio materiale introduttivo, una denuncia che va ben oltre la scadenza referendaria del 12 e 13 giugno 2011. L'impegno che propone attiene a una strategia nonviolenta che dura continuativamente nel tempo, ritenendo che la partita antinucleare sia ancora tutta da giocare, specialmente a livello europeo.

Alfonso Navarra, scrittore e direttore della rivista Difesa-ambiente, coportavoce con Mario Agostinelli del Coordinamento Energia Felice (www.energiafelice.it), autore di vari libri per la tutela dei diritti dei consumatori, si autodefinisce, provocatoriamente, "antigiornalista" ed "antiesperto".

All'interno del lavoro collettivo dei movimenti ecopacifisti, Navarra, "storico" obiettore di coscienza, da segretario della Lega per il disarmo unilaterale, promuove l'obiezione alle spese militari e nucleari (www.osmdpn.it).




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venerdì 30 settembre 2011

Sulla giornata internazionale dell'indignazione del 15 ottobre

Verso il 15 ottobre."Solleviamoci!?"

di  Federico Rucco

 

Discussione animata e difficile sul percorso del corteo del 15 ottobre. Ma alla fine si è trovata la "quadra". Persistono divergenze sul segnale politico che deve mandare la manifestazione italiana. Il 15 ottobre sarà una giornata di mobilitazione internazionale contro la crisi e il massacro sociale scatenato dalle istituzioni finanziarie europee e dal governo unico delle banche.

L'ennesima riunione preparatoria per la giornata europea di mobilitazione del 15 ottobre, ha visto le molte componenti del coordinamento nato ad hoc, cercare in tutti in modi di trovare "la quadra". Un risultato che dopo l'ultima riunione e all'inizio di quella di ieri non appariva affatto scontato.

La discussione – ad un osservatore esterno – poteva sembrare meramente "tecnica" cioè il percorso del corteo, lo striscione di apertura, la conclusione. In realtà indicava e indica divaricazioni politiche sul segnale che la manifestazione nazionale del 15 ottobre deve mandare sia a chi scenderà in piazza sia ai responsabili del massacro sociale che in tutta Europa ed anche Italia si sta abbattendo su lavoratori, giovani, pensionati,migranti.

La discussione dei due gruppi di lavoro (manifestazione, comunicazione) è iniziata dopo le 11.00 ed è riuscita a concludersi solo a ridosso dell'inizio della riunione plenaria dopo un lungo botta e riposta e numerosi interventi che hanno talvolta allontanato la possibilità di giungere ad un appuntamento unitario e condiviso. Lo spettro di due manifestazioni si è affacciato neanche troppo velatamente in alcuni interventi. Il rappresentante dell'Usb è andato alla carica senza troppi preamboli mettendo in discussione che il corteo dovesse accuratamente evitare di transitare per il centro della capitale e si dirigesse verso piazza San Giovanni secondo i canoni della manifestazioni di massa ma un po' liturgiche. La proposta avanzata dall'Usb era che si concludesse invece nella centrale piazza del Popolo a ridosso dei palazzi del potere e annunciasse pubblicamente che la manifestazione non si concludeva la sera del 15 ottobre con un tradizionale comizio. "A New York manifestano sotto la Borsa di Wall Street mica a Central Park, in Grecia stanno in piazza Syntagma davanti al Parlamento" ha specificato. Insomma una manifestazione di lotta e non di rappresentazione che trova il suo punto di forza solo nel numero dei partecipanti.

Di avviso contrario alla proposta dell'Usb altre componenti del coordinamento (Action,Uniti contro la crisi, Cobas, Arci, Fiom, Uds) e consenso invece da parte di altre componenti come le reti dello Sciopero Precario, la rete Roma Bene Comune, Atenei in rivolta, la Rete dei Comunisti, che hanno insistito molto sul fatto che il passaggio del centro "politico ed economico" della capitale funzioni anche come avviso di garanzia – in qualche modo anche minaccioso – verso le misure antipopolari decise dal governo e dalle istituzioni europee, un nemico che alcuni definiscono ormai come il "governo unico delle banche" (con chiare allusioni al governo che sostituirà quello Berlusconi per fare una identica politica antipopolare). La discussione si è incastrata e contrapposta per parecchio tempo ed è sembrato a un certo punto che la rottura fosse inevitabile. Un paio di interventi hanno infine cercato di raccogliere tutte le osservazioni in campo e indicato la quadra possibile: il percorso del corteo verrà allungato e chiederà di transitare per il centro prima di arrivare a Piazza San Giovanni, arrivare ma non concludersi. Un concetto questo che è stato ribadito da diversi interventi preoccupati che la manifestazione del 15 ottobre si riduca ad una tradizionale manifestazione di massa ma privata di ogni conflittualita contro il massacro sociale approntato dai poteri forti in Europa e in Italia.

Anche sullo striscione di apertura la discussione non è stata semplicissima. Il momento francamente più paradossale è stato quando si è inceppata sulla condivisione dello slogan ormai europeo lanciato dai movimenti greci "People of Europe rise up!" ma non sulla sua traduzione in italiano che significa testualmente "Popoli europei solleviamoci!". L'idea della sollevazione è apparsa forse un pò troppo inquietante che si volevano sostituire con un più rassicurante "Cambiare l'Italia, cambiare l'Europa", uno slogan che obiettivamente sarebbe metabolizzabile anche da Bersani e Bonanni.

La discussione si è conclusa con l'approvazione dello striscione d'apertura coerente in inglese e in italiano con l'indicazione apparsa sul Partenone "People of Europe rise up! Popoli europei solleviamoci!". La testa del corteo sarà unitaria e rappresentativa di tutte le componenti del coodinamento con l'esplicito invito a tenere alla larga bandiere di partito e organizzazione o I leader televisiviche ammucchiano di loro le telecamere e riducono il corteo ad uno sfondo anonimo nei contenuti.

Più difficile è stato trovare "la quadra" sulla gestione dell'arrivo della manifestazione in piazza San Giovanni che in molti non intendono vivere come conclusione del corteo e della mobilitazione del 15 ottobre. Molte le proposte sul tappeto (il coordinatore della discussione ne ha elencate almeno dieci diverse tra loro), ragione per cui il coordinamento si è riconvocato per discueterne martedi prossimo. Nel frattempo una delegazione andrà in Questura per discutere il percorso del corteo avendo ricevuto un mandato esplicito sulle opzioni da indicare. Il percorso di avvicinamento al 15 ottobre è ormai avviato. C'è da augurarsi e da lavorare affinchè proceda come auspicato da tutti gli interventi. L'aspettativa è indubbiamente in crescita e il governo unico delle banche dovrà cominciare a tenerne conto.

martedì 27 settembre 2011

29 OTTOBRE : GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO IL CARBONE

CONTRO L'USO DEL CARBONE, PER UN LAVORO DEGNO, PER CONTRASTARE I CAMBIAMENTI CLIMATICI E TUTELARE LA SALUTE DANDO SPERANZA AL NOSTRO FUTURO

 

 

APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD ADRIA (ROVIGO) E PRESIDI DAVANTI ALLE CENTRALI A CARBONE

 

La scelta di incrementare l'uso del carbone per la produzione di energia elettrica è una scelta nociva e sbagliata, soprattutto oggi che i cambiamenti climatici costituiscono una minaccia per il futuro del Pianeta e le fonti rinnovabili, insieme all'efficienza energetica, rappresentano l'alternativa efficace e praticabile. La combustione del carbone in centrali elettriche rappresenta, infatti, la più grande fonte "umana" di inquinamento da CO2, più del doppio di quelle a gas. A parole tutti sono per la lotta ai cambiamenti climatici, ma in Italia si fanno scelte in senso contrario, nonostante l'Unione Europea abbia assunto la decisione di ridurre entro il 2020 di almeno del 20% le emissioni di gas serra, rispetto ai livelli del 1990.

 

Il carbone è anche una grave minaccia per la salute di tutti: la combustione rilascia un cocktail di inquinanti micidiali (Arsenico, Cromo, Cadmio e Mercurio, per esempio), che coinvolgono un'area molto più vasta di quella intorno alla centrale. L'Anidride solforosa emessa, combinandosi con il vapore acqueo, provoca le piogge acide, per non parlare dei danni alla salute derivanti dalle polveri sottili.

 

La consapevolezza del legame tra danno ambientale e minacce per la salute umana, con inevitabili costi per la collettività, dovrebbe ormai costituire una consapevolezza comune. Ciò nonostante, e per mere convenienze proprie legate all'attuale prezzo del carbone (peraltro in salita), alcune aziende insistono per costruire nuove centrali a carbone o riconvertire centrali esistenti.

 

Con i recenti referendum oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto a decidere del proprio futuro, un futuro in cui i cambiamenti climatici non raggiungano livelli distruttivi per l'ambiente, il benessere e la stessa specie umana, un futuro di vera sicurezza energetica, un futuro di vera e stabile occupazione. In contrasto con questa ampia richiesta popolare Governo, Enel e altri lanciano invece un "piano carbone" che, oltre a Porto Tolle, riguarda Vado Ligure, La Spezia, Saline Ioniche e Rossano Calabro, con un livello di investimenti, pubblici e privati, dell'ordine di 10 miliardi di euro. Con buona pace del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. Rivendichiamo il diritto a essere coinvolti in scelte chiare, fondate su strategie e piani condivisi e non dettati dalle lobby energetiche, ma dall'interesse di tutti e dal bene comune.

 

 

Proponiamo il territorio polesano come laboratorio nazionale per cominciare ad immaginare ed attuare l'alternativa energetica, per uscire dalle fonti fossili.

 

Cominciamo questo percorso con una giornata di mobilitazione nazionale contro il carbone il 29 ottobre, e con una manifestazione nazionale nel Polesine.

 

A Porto Tolle, l'ENEL vuole – anche con modifiche alle leggi e alle normali procedure, operate da una politica compiacente – convertire una centrale a olio combustibile in una centrale a carbone della potenza di 2000 MW, nel mezzo del parco del Delta del Po. Questa centrale a carbone emetterebbe in un solo anno 10 milioni di tonnellate di CO2 (4 volte le emissioni di Milano), 2800 tonnellate di ossidi di azoto (come 3.5 milioni di auto), 3700 tonnellate di ossidi di zolfo (più di tutti i veicoli in Italia), richiedendo lo smaltimento di milioni di tonnellate di gessi e altre sostanze.

 

La centrale a carbone di Porto Tolle non ha alcun senso.

La riconversione avverrebbe al di fuori e contro di ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (strategia che ancora oggi non c'è) e persino di ogni logica energetica, dal momento che l'Italia ha una potenza istallata quasi doppia rispetto al picco della domanda, al punto che i produttori di energia elettrica lamentano che gli impianti vengono oggi usati per un terzo della loro potenzialità.

Non solo: oggi le maggiori prospettive di nuovi posti di lavoro, nel mondo e in Italia, sono nei settori delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica, con numeri che in alcuni Paesi ormai superano l'industria tradizionale; al contrario, la centrale a carbone porrebbe a rischio l'occupazione già esistente, e quella futura, nell'agricoltura, nel turismo e nella pesca.

 

La riconversione a carbone avverrebbe con una tecnologia di combustione che, pur spinta ai suoi migliori livelli, resta sempre assai più inquinante di quella basata sul gas naturale, e dannosa per la salute; nel caso di Porto Tolle, i dati di rilevazione e le epidemiologie mostrano che l'inquinamento e i danni sanitari si estenderebbero per buona parte della Pianura Padana.

 

Il ricatto occupazionale di ENEL, dunque, va rifiutato da tutti con dignità e fermezza, perché oggi più che ieri il futuro è nell'economia sostenibile per l'ambiente e la salute, tanto più che, sul piano occupazionale, la bonifica dell'area ed una sua riconversione verso impianti e produzioni nel settore delle energie rinnovabili pulite darebbero lavoro stabile e sicuro ad un maggior numero di persone.

 

Con la giornata del 29 ottobre ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, nel Polesine e ovunque in Italia vi siano centrali a carbone o progetti di costruzione di nuove centrali o di ampliamento di quelle esistenti, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull'interesse comune e non sugli interessi di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro per tutte e tutti.

 

Promotori:

AltroVe,rete comitati e associazioni per un altro Veneto; ARCI; Associazione altramente scuola per tutti; A sud; Circolo culturale "AmbienteScienze" di Cremona;Comitato Energiafelice; Comitato SI alle rinnovabile, NO al nucleare; Coordinamento Veneto Contro il Carbone; Ecologisti democratici; Fare Verde; Federconsumatori; Forum Ambientalista; Greenpeace; Kyoto Club; Italia Nostra; ISDE - Medici per l'Ambiente; Legambiente; LIPU; Movimento Difesa del Cittadino; Movimento Ecologista; Otherearth; Rete della Conoscenza (Uds - Link); Rigas; WWF; Ya Basta.

 

Adesioni:

Federazione nazionale dei Verdi; PRC-FDS Nazionale; SEL Nazionale

 

Adesioni individuali:

Anna Donati; Virginio Bettini; Ilaria Boniburini; Edoardo Salzano….

 

Adesioni locali……

 

Pedemontana, in Commissione a Desio tutte le preoccupazioni dei cittadini

Pedemontana, in Commissione a Desio tutte le preoccupazioni dei cittadini    
Scritto da Mirko Dado   
Martedì 27 Settembre 2011 www.mbnews.it

pedemontanaPiù si avvicinano le ruspe, più la Pedemontana tormenta i sonni di tanti desiani. Non è un caso se nell'ultima Commissione comunale Infrastrutture (di solito sono riunioni chiuse con i pochi intimi consiglieri) si siano presentati oltre 50 cittadini. Solo una piccola rappresentanza di coloro che sono preoccupati per l'enorme impatto che l'autostrada avrà in città, dove passerà non solo il tracciato ma anche il maxi svincolo con la Valassina e l'area di servizio. Che ne sarà di noi? La domanda di tanti cittadini della zona di San Giorgio, che temono un'invasione di cemento, smog e traffico.

Obiettivo dell'Amministrazione Comunale – adesso che si sta per aprire il lavoro sulla progettazione definitiva dell'opera - è prevenire i problemi alla viabilità generale in città e ai residenti nelle zone di Desio maggiormente interessate. Le proposte del Comune sono state inserite in un 'Addendum' al progetto definitivo.

METROTRAMVIA-Q81-0006-01-LAYOUT1-inquadramento-regione-lombardiaCosa prevedono? Nel quadrante sud-est, l' allontanamento della rampa di Pedemontana dall'urbanizzato, un intervento di mitigazione ambientale (duna con piantumazione), la separazione del flusso delle auto da quello ciclo-pedonale. Poi,  l'esecuzione di uno studio di traffico sovracomunale per consentire adeguate valutazioni volte a prevenire o affrontare per tempo problemi di mobilità collegati alla cantierizzazione e alla messa in esercizio di Pedemontana.

Riguardo a questo secondo punto, l'Assessore all'Urbanistica e Mobilità ha riferito alla Commissione che, in un incontro del 14 settembre a Lissone i comuni interessati hanno dato vita a un coordinamento tecnico, concordando le modalità di messa a punto del piano di rilevazione del traffico (definizione delle sezioni e dei nodi da analizzare, questionario da sottoporre durante la rilevazione).
"Lo studio – spiega il Comune - rilevando gli spostamenti delle persone sul territorio e il mezzo da loro utilizzato, servirà a costruire un modello per simulare il traffico in Desio durante gli anni di cantierizzazione e sarà anche utile a valutare qual è la domanda potenziale aggiuntiva di trasporto pubblico locale in città". Intanto, proseguono gli espropri dei terreni su cui passerà il "mostro" autostradale.

Foto: l'immagine a sinistra è stata gentilemente concessa dall'ufficio stampa comune di Desio