Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho ancora qualche dubbio.

Sito denuclearizzato

MOVIMENTO A 5 STELLE

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Ambiente

Maurizio Pallante
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Acqua

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Sviluppo

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Connettività

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Trasporti

Beppe Grillo


martedì 26 gennaio 2010

15a Newsletter settimanale! (Video, news, petizioni, ...)

"THE NEXT" progetto editoriale dal basso!
IL NOSTRO BLOG: thenext-controinformation.blogspot.com
15a Newsletter settimanale


IN EVIDENZA:

8° RAPPORTO SUL BUONO SCUOLA - 2009 Riservato alle scuole private - Garantisce Formigoni

NEWS DELLA SETTIMANA (lotte, istituzioni, associazioni, comitati, lavoratori, studenti, migranti, ...):

- DALLA BRIANZA E DALLA CITTA' METROPOLITANA:


INIZIATIVE PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA Mercoledì, 27 Gennaio 2010:

h 10:30 A sud di Fortress Europe: il confine mediterraneo dell'Europa (Edificio U7 (Aula Pagani) - Via Bicocca degli Arcimboldi 8, Milano)

h 21:00 Fermiamo la discriminazione dei Rom a Rho: presidio in piazza Visconti

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30 gennaio h 12:30 PORTATE CIBO E BEVANDE NELLA PIAZZA DEL COMUNE a CERIANO
 
LA RIVOLTA DEI KEBAB A CERIANO LAGHETTO ; LETTERA APERTA AL SINDACO DI CERIANO LAGHETTO SULL'ORDINANZA ANTI-KEBAB

Una storia italiana - Telefonia e internet per il comune di Seveso

Seveso, la Gelmini taglia i fondi? Gli alunni fanno un calendario

SCUOLE CIVICHE MILANO: DOPO LA BRUTTA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO GLI STUDENTI SCENDONO DAL TETTO. MA LA BATTAGLIA NON FINISCE

1 FEBBARAIO: GRANDE SERATA IN COMPAGNIA DELL'ACQUA A MILANO

- DALLA REGIONE E DALL'ITALIA:

La Lombardia da il via libera al controllo del vicinato (seguendo il principio sicuritario "una ronda per ogni famiglia!")

[Val Susa] Incendio a presidio no Tav, leader movimento: attacco mafioso

PETIZIONI IN CORSO:

CAMPAGNA NAZIONALE SALVA L'ACQUA (C'è tempo fino al 30 gennaio per firmare)

VACCINO E INFLUENZA SUINA: firma per il diritto ad essere informato!

RASSEGNA STAMPA (da quotidiani, periodici e dal WEB):

E' cominciata la guerra di Formigoni: il piano segreto per l'EXPO (di Gianni Barbacetto da "il fatto quotidiano")

LA FINE DEL DALEMISMO REALE (di Luca Telese da "il fatto quotidiano")

LABoratorio ludico:  "DESIOPOLIO", un gioco in scatola autoprodotto, per ora in edizione limitata, ispirato al celebre "Monopoli", che vi intrattenirà con "imprevisti" e "probabilità" divertenti, con nuove regole ed un tabellone ispirato alle brutture del nostro territorio. Presto sarà pronto anche il "ROSIKO della Brianza". PRENOTALO SUBITO OPPURE PARTECIPA AI TORNEI CHE ORGANIZZEREMO INSIEME PER VINCERLO INSIEME AD ALTRI PREMI MANGERECCI E BEVERECCI ...


La newsletter Desiozone ed il progetto editoriale "The Next", blog (thenext-controinformation.blogspot.com) e cartaceo, sono curati dall'associazione LABoratorio Brianza senza fini di lucro.

NÉ CON GLI USA NÉ CON I TALIBAN. La terza via della società civile afghana tra guerra civile e un regime corrotto

 
di Giancarlo Bocchi *    Kabul
     Il più famoso simbolo della resistenza silenziosa all'ottuso e medioevale regime dei Taliban, non è più il passatempo spensierato d'una volta. Oggi gli aquiloni multicolori dei ragazzini afgani volano tristi e intimoriti nel cielo color palta di Kabul, infestato da macchine della morte: droni, elicotteri e bombardieri invisibili.    Dopo la fuga dei Taliban, le speranze di pace e di benessere, le prospettive di libertà e di democrazia, in questi lunghi 8 anni sono progressivamente svanite. E ormai azzerate. Lo stillicidio d'attacchi e di attentati dei Taliban e di stragi di civili da parte delle forze americane, di rapimenti, di violenze, di sopraffazioni su inermi e donne è senza fine.    Pesantemente blindata, Kabul appare oggi come il concentrato di tanti piccoli lager. A ogni angolo di strada c'è un fortilizio sovrastato da torrette, circondato da muri e filo spinato. Ci sono armati d'ogni genere: contractor, body guard, poliziotti, soldati. Ma tutto questo è impotente e inutile di fronte agli attacchi improvvisi del nemico. I passanti camminano veloci e circospetti e sfiorando i fortilizi pregano sottovoce che il necrologio che hanno pronto in tasca quel giorno   non venga usato. Giorni fa gruppi Taliban hanno attaccato la Banca centrale, la Telecon afgana, l'Hotel Serena e un supermarket, proprio nella munitissima area attorno al palazzo di Karzai.    A Kabul tira un aria pesante alla Saigon, ma forse nessuno lo ha ancora detto a Barack Obama. L'invio di 30mila nuovi soldati Usa, l'escalation con il coinvolgimento di altri governi occidentali - in prima fila l'Italia - basterà per vincere? Nessuno lo ha ancora chiesto al popolo afgano. Cosa pensano questi "invisibili", i dimenticati esponenti della società civile, i lavoratori, le persone perbene che lottano ogni giorno per un futuro migliore e per la democrazia?    "Americani? Taliban?"; Zoubeir, insegnante quarantenne di Jalalabad, magro come un chiodo, si tocca un occhio con la punta del dito e risponde senza esitazioni: "Noi li vediamo con un occhio solo!". Il simbolismo è semplice, ma vuole puntualizzare: "Americani e Taliban sono entrambi nemici dell'Afghanistan".   Sentenza senz'appello, condivisa da molti esponenti della società civile afgana che incontriamo in una casa della periferia della capitale. Sono arrivati a Kabul da ogni parte del paese per parlare delle violazioni dei diritti civili e delle strategie per opporsi al regime del presidente Amid Karzai. I discorsi di Zoubeir   , Fuad, Abdal, degli insegnanti, dei capi villaggio, degli agricoltori, degli studenti, d'età e d'etnia diverse, presenti nell'ampia e buia stanza riparata da pesanti tendaggi, sono illuminanti: l'opposizione democratica pare invisibile, ma è invece molto attiva e vigile in tutto il paese.    RIBELLIONE Un trentenne dal volto corroso dai patimenti, è aspro nel criticaregliamericaniperlestragidicivili,per il supporto a un governo infestato dai signori della guerra, per il sostegno a un presidente accusato di aver vinto le elezioni con brogli elettorali. Fuad fa una profezia: "Presto la popolazione si ribellerà in massa agli americani". E Abdal, capo villaggio dell'est, aggiunge con realismo: "Agli americani non importa nulla di riportare la democrazia in Afghanistan, vogliono solo colonizzarci, occupare le basi militari per i prossimi vent'anni per controllare i paesi confinanti e tutta l'Asia". Non è un timore infondato. È certamente allettante per la superpotenza controllare un paese strategico con frontiere con la Cina, l'Iran, il Pakistan, nelle vicinanze della Russia e dell'India e dell'immenso serbatoio di gas naturale del Turkmenistan.      Proprio il perdurare di questa "colonizzazione" mascherata, secondo gli esponenti della società civile, impedirebbe uno sviluppo democratico della nazione e contribuirebbe a consolidare il regime corrotto, il potere dei signori della guerra e dei trafficanti di droga.    Quali strategie per opporsi democraticamente? Nella semioscurità brillano occhi infiammati dalla voglia di agire e le voci si sovrappongono in un crescendo. I presentisonod'etniediverse(soprattuttotaigiki e pashtun), hanno vestiti e capelli di fogge diverse, i pakol marroni, fez bianchi, turbanti variopinti. Ma usano espressioni cariche della stessa partecipazione emotiva. Sono tormentati da un sospetto: pensano che gli americani pur di mantenere alcune basi strategiche nel paese e di evitare un nuovo Vietnam (o una nuova Somalia?), presto faranno un accordo tra i warlord governativi, i Taliban e i capi tribù, riportando il paese alla situazione del 1996.      Non hanno torto ad essere sospettosi. Di recente il vicepresidente americano Joe Biden ha cercato di congelare il nuovo intervento militare, prospettando in alternativa di affidare il paese ai capi tribali (e quindi ai Taliban del mullah Omar) per uscire da una guerra senza prospettive. Anche chi 14 anni fa accettò il fardello Taliban per far cessare la guerra tra i warlord, oggi si ribella all'idea del ritorno dei Taliban. Così questa variegata opposizione   democratica ha un solo slogan, una sola parola d'ordine, un solo giuramento: "Né con gli americani né con i Taliban".    ARMI E POLITICA Molti dei presenti alla riunione semiclandestina hanno combattuto i sovietici, senza per altro far parte dei mujaheddin legati al radicalismo religioso, e a quanto dicono, conoscono bene le strategie militari e l'uso delle armi. Ma almeno per ora preferiscono una soluzione politica a una sollevazione contro i due occupanti, ossia americani e Taliban.    Si alza a parlare un mullah "democratico" dalvoltoaffilatoedallosguardodeciso.Fa un discorso decisamente "laico". Per chi frequenta questi luoghi dagli anni '90 il dubbio è un dovere. Ci chiediamo: se ci fosse qualche doppiogiochista talebano nascosto tra questi oppositori democratici? Se domani gli americani se ne andassero, il paese non rischierebbe di finire definitivamente in mano ai Taliban? Ci risponde un coro di voci risentite. Ma è Abgal, un maestro di scuola quarantenne dagli occhi chiarissimi e intelligenti, ad imporre il silenzio con una risposta fulminante: "Quando la volpe americana se ne andrà ai cani Taliban penseremo noi". Sembra solo una battuta su una strategia   difficile da attuare in un paese pieno d'armi, di warlord e di trafficanti, ma i presenti hanno una spiegazione pronta. Dicono che i Taloban e i loro alleati (trafficanti di droga e islamisti stranieri) ricevono cospicui aiuti da paesi, anche confinanti, per una guerra per procura. Molti paesi hanno l'interesse a far affondare gli americani nelle sabbie mobili afgane.    E se gli americani se ne andassero? La risposta dei partecipanti alla riunione è corale: "I Taliban non riceverebbero più aiuti stranieri e a questi cani penseremmo noi". Ma c'è un esponente di Farah, città del ovest ai confini con l'Iran, che ha visto altro: "I Taliban sono aiutati anche dai militari stranieri dell'Isaf. L'ho visto con i miei occhi". Non ha prove filmate o documentali per queste gravi accuse, ma le voci che alcuni contingenti internazionali paghino il "pizzo" ai Taliban per avere vita facile circola da tempo e si sarebbero così finanziati per milioni di dollari.    Ci spostiamo verso un'altra casa dell'opposizione semiclandestina. Il freddo a Kabul è pungente e un pulviscolo pesante, misto di sabbia e di smog strozza la gola. La Parigi dell'Asia degli anni '70, il capolinea cosmopolita dei magic bus e della cultura alternativa, affonda oggi nel fango   . Non solo quello delle strade dissestate. L'intero paese affonda nella corruzione, nella sopraffazione, nei traffici illegali legati alla produzione dell'80 % dell'eroina che si consuma nel mondo.    Per far dimenticare i suoi chiacchierati parenti ed affari, il presidente Karzai ha costituito un comitato per combattere la corruzione: primo atto la sostituzione del sindaco di Kabul, Mir Abdul Ahad Sahibi, condannato in primo grado a 4 anni di carcere per malversazione   di fondi. Un pesce piccolo, senza appoggi, perché i pesci grossi sono difesi dallo stesso Karzai.    Violenze e torture sono fatti ordinari. Passiamo davanti alla guest house Assa: in un seminterrato rimodernato c'è una palestra dove 8 anni fa i talebani facevano orge e violentavano donne e torturavano gli oppositori. È cambiato qualcosa da allora?    La risposta la troviamo in una casa della periferia ovest dove una famiglia vuole urlare l'ingiustizia subita. Abitavano nel distretto di Sangcharak nel centro nord, ma sono dovuti scappare a Kabul dopo che Agi Rahimi, warlord locale, legato al discusso vicepresidente Qasin Fahim, ha rapito e fatto violentare per due volte Samea, 16 anni. La madre Rozigul, che dimostra il doppio dei suoi 38 anni riesce a stento a raccontare la tragedia. Interviene anche il fratello Najibullah, 18 anni, che sbatte sul pavimento della povera casa, ultimo rifugio alle mire del warlord, un fascicolo di carte del tribunale, mentre Samea   e tre fratellini piangono. La giustizia in Afganistan è senza dubbio una delle più arbitrarie al mondo, un misto di corruzione e abuso di potere. All'interno del codicepenaleafgano,chealTribunalediKabul viene arditamente definito come ispirato   ai "codici napoleonici", è radicata la sharia, la legge islamica. La riverniciatura pagata a caro prezzo dal governo italiano degli uffici giudiziari afgani, con l'intervento massiccio di discusse ong italiane e con uno strascico di gravi fatti ancora da chiarire, non è servita a riportare un po' di giustizia. È solo costata dei gran soldi. Se poi un giudice dà ragione a un poveraccio che si oppone ad un warlod, Karzai in persona rimette a posto le cose. È il caso della famiglia di Samea. Il padre è in galera, mentre Agi Rahim, il mandante della violenza, spadroneggia nel distretto di Sangcharak.    Per arrivare in un'altra casa della resistenza civile passiamo di fronte al Rayon, il moderno quartiere costruito dai sovietici negli anni '80: oggi case sfigurate dalla guerra e dal degrado. La nostra guida, un giovane della diaspora cresciuto nei campi profughi in Pakistan, commenta: "I sovietici almeno costruirono case, strade, edifici pubblici. Gli americani sono venuti solo a distruggere e a occupare".      I SACCHEGGIATORI Attraversiamo Shirpur, il quartiere dei warlord e degli approfittatori di guerra, una "Parioli" di Kabul, posta tra la mitica chicken street degli hippies anni '70 e Shar en Haw, la città nuova, cuore della Kabul moderna. Il nome del sobborgo significa "figlio del leone", ma gli abitanti di Kabul lo chiamano con scherno Shirchoor,"saccheggiato dai leoni". Le sontuose abitazioni in mattoni, alluminio e vetri specchiati vengono definite con un neologismo afgano "narco-tecture", per l'architettura volgare cementata da droga e sangue. Il 90% dei residenti è la causa di gran parte dei problemi del paese. Tra milioni di poveri poche decine di persone si arricchiscono ed esportano illegalmente milioni di dollari che servirebbero alla rinascita del paese. Incontriamo un gruppo di bambini macilenti tra le macerie dell'antico palazzo presidenziale di Amanullah Khan. Sono armati di pistole giocattolo e di una fame insaziabile. Cosa vorrebbero mangiare? Cirispondono:"Tèepane".Nonconosco altro.      Inun'altroedificiodellaresistenzademocratica si affacciano ballatoi affollati di persone impegnate in animate discussioni. Hamayun,studenteuniversitariodi22anni,cimostra delle fotocopie con immagini a colori di una strage commessa dagli aerei Usa mesi fa nel villaggio di Grana nel distretto di Balabolook: poveri corpi disintegrati, gruppi di giovinetti e bambini piccoli riuniti dalla morte in un ultimo abbraccio; poveri essere umani dimenticati dalla storia e dai mass media; "Ecco i cosidetti Taliban: bambini! Non è forse un crimine di guerra questo?", dice. Ataullah, 36 anni, scampato a una strage dei TalibanvicinoaBamiyan,raccontaletorture che inflissero a decine d'innocenti.    I testimoni di questi crimini e di queste ingiustizie urlano che non si arrenderano più alla violenza statunitense e Taliban e che non accetteranno più le leggi liberticide di Karzai. Anche i parlamentari, che in questi anni hanno obbedito ai diktat di Karzai e dei warlod hanno detto basta: il 2 gennaio non hanno ratificato la nomina di 13 ministri sui 24 del nuovo governo. Ciò è accaduto mentre due dei personaggi percepiti dall'opinione pubblica come autori di crimini di guerra, come il tajiko Qasin Fahim e l'hazara Karin Khalili, sono ancora gli attuali due vice   presidenti. La settimana scorsa i parlamentari hanno dato un altro schiaffo politico, ratificando la nomina solo di 7 dei nuovi 17 candidati ministri del governo. Ulteriore segnale che molte cose stanno forse cambiando. Per ora gli afgani democratici non criticano o non attaccano le forze internazionali non Usa; forse un buon segnale per trovare una strada diversa da quella finora tracciata dagli americani. Secondo gli esponenti della società civile questa guerra gli Usa non la possono vincere. Anzi, la guerra per riportare democrazia, legalità, giustizia l'hanno già persa da tempo.    * Regista e autore di documentari  
 
  Sopra il supermercato di Kabul dopo l'attacco dei Taliban. Sotto, una seduta del Parlamento afgano (FOTO ANSA)

Un kebab a Ceriano Laghetto

Comunicato stampa Cerianese Antirazzista

I CERIANESI ANTIRAZZISTI, un gruppo di ragazzi e ragazze di Ceriano Laghetto ( paese tristemente noto per la xenofoba ordinanza anti kebab, phone center e servizi di invio denaro), invitano ogni collettivo o individualità antirazzista a portare la propria solidarietà diretta DOMENICA 31 GENNAIO alle 12/12.30 in piazza del comune. Portate cibo e bevande, banchetteremo insieme protestando contro il razzismo e la demagogia leghista. Mostriamo alla Lega che per loro ci sarà vita dura sia nelle grandi città (come ad esempio il contrasto delle ronde di qualche mese fa) sia nei piccoli paesini. Mostriamo a quei razzisti infami che non siamo succubi dei mass media, che non abbiamo paura di uscire di casa, che non abbiamo paura dello straniero e che anzi siamo pronti a combattere al loro fianco. Non permetteremo che il nostro paese si trasformi in un feudo leghista. Ceriano è e resta ANTIRAZZISTA.

Per info : cerianeseantirazzista(at)stronzi.org & http://cerianesiantirazzisti.noblogs.org/

>>Per raggiungere la piazza del comune:
Uscita dell'autostrada Como-Chiasso a Saronno, seguire per Ceriano Laghetto (paese confinante con Saronno).
Qui la strada esatta via per via:http://www.viamichelin.it/web/Itineraires?

BASTA XENOFOBIA

La vicenda è nota, se n'è parlato ovunque, da Repubblica al tg3, passando dal web, alle tv e quotidiani locali. Ceriano sta scivolando in un vortice di razzismo e xenofobia a cui dobbiamo ribellarci. Con quest'ultima ordinanza tesa ad impedire l'apertura di attività commerciali come Kebab, phone center e servizi di trasferimento denaro si è raggiunto un livello di intolleranza verso lo straniero di livelli davvero incredibili. Questo è l'ennesimo provvedimento che mette in serio pericolo la libertà individuale e collettiva. A destare stupore e incredulità in tutta Italia è una disarmante quanto reale verità: a Ceriano Laghetto non esiste nessuna delle attività sopra citate, dunque perchè quest'ordinanza? Il giovane sindaco ha spiegato che i motivi riguardano la viabilità, la sicurezza e il decoro del nucleo storico. A noi risulta difficile capire quale sia il decoro del nucleo storico da difendere ad ogni costo, così come non ci risulta che un'attività di ristorazione abbia mai creato problemi di viabilità e sicurezza. La risposta reale è , come sempre quando si parla di politica istituzionalizzata, subdola e viscida, oltre che assolutamente priva di qualsiasi senso logico. La politica a livello nazionale della Lega Nord è chiara: intolleranza e lotta agli stranieri è cio che chiedono persone strumentalizzate da mass media e politicanti vari. Il diktat di qualche mese fa erano le ronde e il sindaco si adeguò alle direttive istituendo un corpo di volontari inutile cui trovò addirittura una sede ( in barba ai giovani che da anni cercano uno spazio). L'utilità di questo gruppo è stata infatti creare allarmismi nella popolazione e dare lustro (?!) alla giunta. Le nuove direttive riguardano la necessità di contrastare la possibile affluenza di immigrati, e quindi si vieta l'apertura di negozi di diversa tradizione etnica dalla nostra. Il nostro affascinante sindaco insomma segue le direttive che piovono dall'alto, assicurandosi un sicuro futuro nei piani alti del partito, senza tenere conto della realtà cittadina cui fa capo ( è un dato di fatto che gli unici provvedimenti presi sino ad ora dalla giunta riguardino solo temi caldi a livello nazionale, ma che sono lontani anni luce dalla realtà cerianese). In sostanza i due provvedimenti più discussi, Ronde e anti-kebab, a detta loro servono per spegnere ogni focolaio di disagio sociale, mentre dal nostro punto di vista non fanno altro che incrementare un clima di xenofobia e odio, diventando quindi esse stesse cause di disagio sociale. Esprimiamo la nostra più ferma condanna a questo clima repressivo e xenofobo che ultimamente sta toccando anche il nostro paese, proviamo solo disgusto verso chi nel 2010 si fa portavoce di idee che dilaniarono lo scorso secolo, predicando una presunta superiorità occidentale sul resto del mondo. L'ignoranza di questi provvedimenti però non ci stupisce affatto, non potremmo aspettarci molto di diverso da chi proviene dallo stesso partito di Borghezio che tiene lezioni di fascismo all'ultra destra francese, di Calderoli che alla proposta di dare il diritto di voto agli immigrati risponde che i "bingo bongo" dovrebbero tornare sugli alberi della savana, di Salvini che proponeva la creazione di speciali vagoni per Italiani, affinchè fossero divisi dagli stranieri. La Lega Nord è un partito razzista, xenofobo e anticostituzionale e va combattuto come venne combattuto il PNF dai nostri nonni, a livello nazionale e locale. Invitiamo ogni singolo cittadino indignato da queste misure razziste a non demoralizzarsi. Ricordiamoci che ciò che rende una legge tale è il suo ossequioso rispetto. Dimostriamo che a Ceriano quest'ordinanza non piace. Dimostriamo che noi conosciamo ancora il significato della parola "persona", dimostriamo che questo termine non coincide con questi abbietti personaggi che credono di poter mistificare e trasformare la realtà a proprio piacimento. Dimostriamo che Ceriano si distanzia da questa ordinanza.
Il razzismo è l´espressione del cervello umano ridotta ai minimi termini.(Rigoberta Menchú)
Il divieto non significa necessariamente astensione, ma la pratica sotto forma di trasgressione. (Epicuro)

>>CERIANESI ANTIRAZZISTI

GIORNATA DELLA MEMORIA: Presidio contro discriminazione Rom a Rho

 

NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA,

PER RICORDARE TUTTE LE VITTIME DEL NAZISMO E DEL FASCISMO,

CONTRO IL RAZZISMO NELLA CITTA' DI RHO

FERMIAMO LA DISCRIMINAZIONE DEI ROM

MERCOLEDI 27 GENNAIO 2010 - ORE 21

RHO - PIAZZA VISCONTI

PRESIDIO CON PROIEZIONI, INTERVENTI DELLE ASSOCIAZIONI,

TESTIMONIANZE DIRETTE DELLA COMUNITA' ROM

L'Amministrazione Comunale di Rho, nei giorni scorsi, ha allontanato, con un provvedimento illegittimo, un adulto rom, quasi ridotto alla cecità e sottoposto a dialisi, privandolo dell'unica cosa che gli rimaneva, un tetto riscaldato sotto cui abitare, seguito, a soli pochi giorni di distanza, dallo sgombero di alcune famiglie abitanti in via Magenta.  A queste ultime sono stati confiscati i terreni e abbattuta la casa in cui abitavano, lasciando per strada tutti i bambini che frequentavano regolarmente la scuola dell'obbligo. Infine, venerdì scorso, contraddicendo a tutto quello che finora era stato affermato nei confronti dei legittimi abitanti di via Sesia e smentendo lo stesso progetto comunale finanziato dallo Stato per l'integrazione di queste famiglie,  c'è stato il tentativo di allontanare una parte di essi, minacciandoli di portarli in Questura per la verifica, già nota, di ogni posizione personale per le quali sono in corso da tempo interventi di regolarizzazione.
Solo l'indizione di un Presidio di forze politiche e sociali, a testimonianza di un'attiva mobilitazione contro la violazione di diritti fondamentale delle persone, ne ha impedito l'esecuzione.
Queste gravi operazioni con dispiego di ingenti Forze di Polizia, fanno seguito all'approvazione da parte della Giunta di un documento inqualificabile di "schedatura" di tutti i rom presenti sul territorio che, come tutti gli atti concernenti la privacy di ogni singolo cittadino dovrebbe rimanere riservato e che, viceversa, è stato reso "pubblico", violando ancora una volta le normative in materia.
Ci chiediamo che senso abbiano i fondi ricevuti dallo Stato, un finanziamento di oltre un milione di euro da utilizzare solo per cercare di eliminare dalla città di Rho i Rom presenti.
A queste pratiche inqualificabili ancorchè illegittime, in molti casi, sul piano dello stesso diritto amministrativo che regola il funzionamento della pubblica amministrazione a tutela di tutti i cittadini, si susseguono dichiarazioni razziste di vari esponenti politici della maggioranza che amministrano la città, diffamatorie ma anche inneggianti a "soluzioni violente".
Nella "Giornata della Memoria" l'amministrazione di Rho ricorda l'Olocausto, ma al tempo stesso nella pratica quotidiana continua una preoccupante escalation di fatti e una progressiva deriva culturale che ci riporta alla memoria che tra le vittime del nazismo c'erano anche loro, i rom.
Oggi, per le condizioni sociali e giuridiche in cui sono costretti a vivere, gli "ebrei" d'Europa sono i "rom", sottoposti a continue vessazioni e politiche discriminatorie.
Ricordare la tragedia della Shoah, ma anche tutto quello che l'ha preceduta in Italia con la promulgazione delle Leggi Razziali, vuol dire assumersi la responsabilità di denunciare chi continua a subire politiche pubbliche che producono solo atteggiamenti violenti, razzisti, discriminatori rivolti ad una specifica categoria sociale "gli zingari", e più in generale tutti gli stranieri, non riconducibile alle responsabilità soggettive.
Per ricordarlo a tutto il Consiglio Comunale e alla cittadinanza, mercoledì 27 gennaio 2010 dalle ore 21,00, in occasione della Giornata della Memoria, si terrà un presidio a Rho in Piazza Visconti, di fronte al palazzo comunale.
COMUNITA' ROM DI RHO , OPERA NOMADI, SOS FORNACE, PRC RHO

GRANDE SERATA IN COMPAGNIA DELL'ACQUA! - Milano 1 febbraio 2010


clicca per ingrandire la locandina dell'evento in difesa dell'Acqua Pubblica il 1° febbraio a Milano, in preparazione del prossimo referendum nazionale contro la privatizzazione ... pregandovi di diffonderla il più possibile. Per adesioni come singoli o come realtà di base scrivete a : thomschmid@gmail.com

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1 FEBBRAIO 2010 

Camera del Lavoro, Cso. Porta Vittoria 43, Milano

 

ORE 20,30

 

GRANDE SERATA IN COMPAGNIA

DELL'ACQUA!

(Contro la sua privatizzazione)

 

* * * * *

partecipano (dal vivo)

 

Onorio Rosati, Moni Ovadia, Giuliano Turone, Renato Sarti, Silvano Piccardi, Floraleda Sacchi (all'arpa), Giovanna Procacci, Contrabbanda (gruppo musicale), Diego Parassole, Emilio Molinari  

 

partecipano (in video)

 

Dacia Maraini, Paolo Rumiz, Laura Marinoni, Flavio Oreglio, Paolo Rossi

 

presentano, coordinano e intrattengono

 

Gianni Barbacetto e Claudio Agostoni

 

poesie di   Marcia Theophilo

 

regia di   Silvano Piccardi

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L'acqua!

Quella che esce tutti i giorni dai rubinetti, nelle nostre case, indispensabile alla vita, è un

diritto umano!

Oggi a Milano, come in quasi tutta l'Italia, questa acqua è pubblica e di

ottima qualità!

I nostri governanti han fatto una legge per privatizzare l'acqua di tutti, cioè per rubarcela e

regalarla alle multinazionali!

Ma noi la vogliamo difendere dalla speculazione privata, dall'inquinamento, dallo spreco, perché

così difendiamo noi stessi!

Contro questa legge, per liberare l'acqua dalla morsa del mercato e del profitto c'è anche la

possibilità di un referendum!

* * * * *

 

S E   L'  A C Q U A   S O F F R E,  

S O F F R I A M O   A N C H E   N O I

 

 

Comitato Milanese Acquapubblica – Comitato Italiano Contratto Mondiale dell'acqua –

Camera del Lavoro di Milano

 

Iniziativa nell'ambito della Campagna "Salva l'Acqua"- INGRESSO LIBERO

 

Per info: www.contrattoacqua.it, 024079213

giovedì 21 gennaio 2010

Stasera il moVimento a 5 stelle ad Annozero e banchetti del fine settimana


Ciao a tutti,

salvo cambi di programma dell'ultimo minuto, oggi ad Annozero su Raidue andrà in onda un'intervista a Beppe ed in studio saranno presenti i candidati presidenti del Movimento 5 Stelle per Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Campania! Ci sarà quindi anche il nostro candidato governatore Vito Crimi, da non perdere!

In attesa dei Firma Days di settimana prossima, la raccolta firme prosegue in questo fine settimana con tre banchetti pomeridiani.

Finalmente sbarchiamo a Desio (dove per i residenti in città sarà possibile sottoscrivere anche la lista civica Desio 5 Stelle) e a Vimercate!

banchetti di sabato 23, ore 14-19
Desio centro città (via Garibaldi 6 - portici di fronte alla piazza della basilica)
Vimercate - Via Vittorio Emanuele angolo Via Cavour

banchetto di domenica 24, ore 14-19
Monza Centro - Arengario


Vi aspettiamo, passateparola e portate amici e parenti!!!

Gianmarco Corbetta


giovedì 14 gennaio 2010

14a Newsletter settimanale! (Video, news, petizioni, ...)

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IN EVIDENZA:

NEWS DELLA SETTIMANA (lotte, istituzioni, associazioni, comitati, lavoratori, studenti, migranti, ...):

- DALLA BRIANZA E DALLA CITTA' METROPOLITANA:

Seregno, consulenze e incarichi: pioggia di euro !

Nova Milanese - Comunicato stampa dei lavoratori del comune in sciopero

PEDEMONTANA: i comuni del Vimercatese pronti a chiedere una revisione

Vimercate, «Stazione Pgt»: tutti possono partecipare alla città del futuro

POPOLO VIOLA MILANO: 16 gennaio h 14 riunione per organizzare sit-in in difesa della Costituzione il 30 gennaio

QUI MILANO LIBERA: Agorà con Piero Ricca domenica 17 gennaio h 14


MILANO: FERMARE IL PGT PER SALVARE I NOSTRI TERRITORI, IL NOSTRO FUTURO

Rho: apre oggi 14 gennaio h 18 lo sportello BIOSindacale in Fornace

Rho: Sgombero inumano al campo di via Sesia - Zucchetti viola i diritti umani e la legge


- DALLA REGIONE E DALL'ITALIA:

Elenco banchetti raccolta firme moVimento 5 stelle Lombardia

Liste a 5 Stelle: fatti, non pugnette (Giovanni Favia 10 in condotta!)

PETIZIONI IN CORSO:

VACCINO E INFLUENZA SUINA: firma per il diritto ad essere informato!

RASSEGNA STAMPA (da quotidiani, periodici e dal WEB):

Dell'Utri, "uomo di zio Bino": ecco le rivelazioni di Ciancimino Jr. (da "il fatto quotidiano")

Napolitano e la firma delle leggi anticostituzionali (da "Micromega")

LABoratorio ludico:  "DESIOPOLIO", un gioco in scatola autoprodotto, per ora in edizione limitata, ispirato al celebre "Monopoli", che vi intrattenirà con "imprevisti" e "probabilità" divertenti, con nuove regole ed un tabellone ispirato alle brutture del nostro territorio. Presto sarà pronto anche il "ROSIKO della Brianza". PRENOTALO SUBITO OPPURE PARTECIPA AI TORNEI CHE ORGANIZZEREMO INSIEME PER VINCERLO INSIEME AD ALTRI PREMI MANGERECCI E BEVERECCI ...


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