Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sulla prima ho ancora qualche dubbio.

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lunedì 26 gennaio 2009

STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO

E' nata la campagna nazionale STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO ... una vertenza che permette di unificare le lotte locali verso la soluzione di un problema globale: tutti i comitati, le associazioni, i singoli cittadini ed i blogger interessati sono invitati ad aderire e collaborare al sito www.stopalconsumoditerritorio.it

martedì 13 gennaio 2009

GAZA CITY : guerra ri-scoppiata o mai finita?

"Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare, il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa"

Questo è il brano di una lettera che arriva da Ramallah. E' stata scritta da Mustafah Barghouti, una delle figure più importanti e lucido dello scenario palestinese, medico, attivista di società civile e della politica, attivista resistente nonviolento, fondatore del Palestinian Medical Relief e della Palestinian National Initiative. Ha collaborato con lui Francesca Borri, giovane e bravissima scrittrice italiana, pacifista e nonviolenta. Due amici cari di tutti e tutte coloro che hanno in questi anni battuto le strade difficili e accidentate della pace in un mondo impazzito. Ve la invio con il consiglio di leggerla, di farla girare, di metterla sui siti.

Vale la pena, anche se fa male.

Raffaella Bolini, Arci Nazionale



Ramallah, 27 dicembre 2008.

E leggerò domani, sui vostri giornali, che a Gaza è finita la tregua. Non era un assedio dunque, ma una forma di pace, quel campo di concentramento falciato dalla fame e dalla sete. E da cosa dipende la differenza tra la pace e la guerra? Dalla ragioneria dei morti? E i bambini consumati dalla malnutrizione, a quale conto si addebitano? Muore di guerra o di pace, chi muore perché manca l'elettricità in sala operatoria? Si chiama pace quando mancano i missili - ma come si chiama, quando manca tutto il resto?

E leggerò sui vostri giornali, domani, che tutto questo è solo un attacco preventivo, solo legittimo, inviolabile diritto di autodifesa. La quarta potenza militare al mondo, i suoi muscoli nucleari contro razzi di latta, e cartapesta e disperazione. E mi sarà precisato naturalmente, che no, questo non è un attacco contro i civili - e d'altra parte, ma come potrebbe mai esserlo, se tre uomini che chiacchierano di Palestina, qui all'angolo della strada, sono per le leggi israeliane un nucleo di resistenza, e dunque un gruppo illegale, una forza combattente? - se nei documenti ufficiali siamo marchiati come entità nemica, e senza più il minimo argine etico, il cancro di Israele? Se l'obiettivo è sradicare Hamas - tutto questo rafforza Hamas. Arrivate a bordo dei caccia a esportare la retorica della democrazia, a bordo dei caccia tornate poi a strangolare l'esercizio della democrazia - ma quale altra opzione rimane? Non lasciate che vi esploda addosso improvvisa.

Non è il fondamentalismo, a essere bombardato in questo momento, ma tutto quello che qui si oppone al fondamentalismo. Tutto quello che a questa ferocia indistinta non restituisce gratuito un odio uguale e contrario, ma una parola scalza di dialogo, la lucidità di ragionare, il coraggio di disertare - non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altra Palestina, terza e diversa, mentre schiva missili stretta tra la complicità di Fatah e la miopia di Hamas. Stava per assassinarmi per autodifesa, ho dovuto assassinarlo per autodifesa - la racconteranno così, un giorno i sopravvissuti.

E leggerò sui vostri giornali, domani, che è impossibile qualsiasi processo di pace, gli israeliani, purtroppo, non hanno qualcuno con cui parlare. E effettivamente - ma come potrebbero mai averlo, trincerati dietro otto metri di cemento di Muro? E soprattutto - perché mai dovrebbero averlo, se la Road Map è solo l'ennesima arma di distrazione di massa per l'opinione pubblica internazionale? Quattro pagine in cui a noi per esempio, si chiede di fermare gli attacchi terroristici, e in cambio, si dice, Israele non intraprenderà alcuna azione che possa minare la fiducia tra le parti, come - testuale - gli attacchi contro i civili. Assassinare civili non mina la fiducia, mina il diritto, è un crimine di guerra non una questione di cortesia. E se Annapolis è un processo di pace, mentre l'unica mappa che procede sono qui intanto le terre confiscate, gli ulivi spianati le case demolite, gli insediamenti allargati - perché allora non è processo di pace la proposta saudita? La fine dell'occupazione, in cambio del riconoscimento da parte di tutti gli stati arabi. Possiamo avere se non altro un segno di reazione? Qualcuno, lì, per caso ascolta, dall'altro lato del Muro?

Ma sto qui a raccontarvi vento. Perché leggerò solo un rigo domani, sui vostri giornali e solo domani, poi leggerò solo, ancora, l'indifferenza. Ed è solo questo che sento, mentre gli F16 sorvolano la mia solitudine, verso centinaia di danni collaterali che io conosco nome a nome, vita a vita - solo una vertigine di infinito abbandono e smarrimento. Europei, americani e anche gli arabi - perché dove è finita la sovranità egiziana, al varco di Rafah, la morale egiziana, al sigillo di Rafah? - siamo semplicemente soli.

Sfilate qui, delegazione dopo delegazione - e parlando, avrebbe detto Garcia Lorca, le parole restano nell'aria, come sugheri sull'acqua. Offrite aiuti umanitari, ma non siamo mendicanti, vogliamo dignità libertà, frontiere aperte, non chiediamo favori, rivendichiamo diritti. E invece arrivate, indignati e partecipi, domandate cosa potete fare per noi. Una scuola?, una clinica forse? delle borse di studio? E tentiamo ogni volta di convincervi - no, non la generosa solidarietà, insegnava Bobbio, solo la severa giustizia - sanzioni, sanzioni contro Israele. Ma rispondete - e neutrali ogni volta, e dunque partecipi dello squilibrio, partigiani dei vincitori - no, sarebbe antisemita.

Ma chi è più antisemita, chi ha viziato Israele passo a passo per sessant'anni, fino a sfigurarlo nel paese più pericoloso al mondo per gli ebrei, o chi lo avverte che un Muro marca un ghetto da entrambi i lati? Rileggere Hannah Arendt è forse antisemita, oggi che siamo noi palestinesi la sua schiuma della terra, è antisemita tornare a illuminare le sue pagine sul potere e la violenza, sull'ultima razza soggetta al colonialismo britannico, che sarebbero stati infine gli inglesi stessi? No, non è antisemitismo, ma l'esatto opposto, sostenere i tanti israeliani che tentano di scampare a una nakbah chiamata sionismo. Perché non è un attacco contro il terrorismo, questo, ma contro l'altro Israele, terzo e diverso, mentre schiva il pensiero unico stretto tra la complicità della sinistra e la miopia della destra.

So quello che leggerò, domani, sui vostri giornali. Ma nessuna autodifesa, nessuna esigenza di sicurezza. Tutto questo si chiama solo apartheid - e genocidio. Perché non importa che le politiche israeliane, tecnicamente, calzino oppure no al millimetro le definizioni delicatamente cesellate dal diritto internazionale, il suo aristocratico formalismo, la sua pretesa oggettività non sono che l'ennesimo collateralismo, qui, che asseconda e moltiplica la forza dei vincitori. La benzina di questi aerei è la vostra neutralità, è il vostro silenzio, il suono di queste esplosioni. Qualcuno si sentì berlinese, davanti a un altro Muro. Quanti altri morti, per sentirvi cittadini di Gaza?

Mustafah Barghouti con Francesca Borri

venerdì 26 dicembre 2008

PEDEMONTANA: MANICO D'OMBRELLO? A CHI RESTITUIRESTI L'ARNESE IN CULO?


Finalmente si può tornare a scegliere la preferenza ... a chi restituiresti l'aggeggio tra le chiappe in una rosa di nomi di nostri dipendenti politici politici responsabili dell'inutile ma assai lucroso stupro del Territorio?
CLICCA QUI ... vota e diffondi l'iniziativa!
CLICCA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE

CAMPAGNA NAZIONALE: STOP AL CONSUMO DEL SUOLO

SEI UNA/UN CITTADINA/O, ASSOCIAZIONE, LISTA, MOVIMENTO, etc ... CHE HA INTERESSE HA SALVARE DALLA DEVASTAZIONE IL PROPRIO TERRITORIO: ADERISCI ALLA CAMPAGNA NAZIONALE PER LA COSTITUZIONE DI UN MOVIMENTO D'OPINIONE CONTRO IL CONSUMO DEL SUOLO!

domenica 21 dicembre 2008

IL COMITATO NO INC DESIO SU TELEREPORTER

Mirko del comitato NO INC ha partecipato ad un confronto su Telereporter con un consigliere provinciale del PD a seguito dell'aprovazione del piano provinciale rifiuti ... BUONA VISIONE!
1a parte
2a parte
3a parte
4a parte

giovedì 18 dicembre 2008

W il latte crudo - M...a le campagne denigratorie!

Consorzio Tutela Latte Crudo (*)
Via J.F. Kennedy, 30 - 26013 Crema CR
tel. 0373.897011 - fax 0373.81582
Codice Fiscale 91027060192 - www.consorziotutelalattecrudo.it e-mail : info@aral.lom.it

COMUNICATO STAMPA
A SEGUITO RIUNIONE CONSORZIO DI TUTELA LATTE CRUDO

Crema 15/12/08
Confortati dalle numerose testimonianze ricevute dai consumatori che ogni giorno continuano a prediligere il latte crudo, malgrado la campagna denigratoria in atto, si ribadisce che ad oggi non risulta un solo caso provato di infezione causata dal consumo di latte crudo acquistato presso distributori automatici, come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario pubblico.
E’ nostra fondata convinzione che, non il latte, ma gli agricoltori con la vendita diretta dei loro prodotti ai consumatori sono potenzialmente pericolosi per gli interessi dei grandi gruppi economici, in quanto vera alternativa al loro monopolio.
Pertanto saranno attuate le seguenti iniziative:
1. ricorso al TAR del Lazio al fine di annullare l’Ordinanza del 10/12/08 che impone il consumo solo dopo bollitura
2. proposta "Latte crudo day" per il 24/12/08 in cui sarà distribuito gratuitamente il latte crudo in tutti i 1.100 punti vendita , come gesto di ringraziamento per i numerosissimi attestai di solidarietà da parte dei cittadini
3. richiesta urgente d’incontro con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, preannunciando un Assemblea generale dei produttori di latte crudo a Treviso (zona Refrontolo) per il giorno 30/12/2008.
La verità è dalla nostra parte. Chi beve latte crudo campa cent’anni, riducendo gli sprechi e salvaguardando l’ambiente.

(*) Per volontà degli Allevatori che hanno avviato l’attività di vendita diretta al consumatore di latte crudo delle proprie stalle, il 24 febbraio 2006, si è costituito il Consorzio Volontario denominato “Consorzio tutela latte crudo”, con sede legale in Crema (CR), via J.F. Kennedy, 30.
Presidente del Consorzio è il Sig. Emilio Paleari Henssler, Vice Presidenti sono: Sig. William Donini e Sig. Alex Sassella.
Possono aderire al Consorzio tutti gli Allevatori italiani che vendono latte crudo direttamente al consumatore.
Il Consorzio non ha scopo di lucro e si propone:
La promozione e la realizzazione di iniziative intese a valorizzare, tutelare e diffondere la vendita del latte crudo, promuovendo ogni iniziativa intesa a salvaguardarne le caratteristiche peculiari da ogni abuso, concorrenza sleale e contraffazione;
La promozione e la realizzazione di attività di ricerca, assistenza, vigilanza nei confronti dei consorziati.
--------------------------
ADERISCI ALLA PETIZIONE
E’ in atto un violento ed ingiustificato attacco denigratorio contro la vendita diretta del latte crudo.

OBBEDISCO!

- Invitiamo a consumare il latte crudo previa bollitura -

Questo dopo ben quattro anni, in cui centinaia di migliaia di cittadini, ogni giorno hanno acquistato il latte crudo presso i distributori self service, senza che vi sia stato un solo caso provato di infezione causato dal nostro latte ( Voi tutti ne siete testimoni ) come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario Pubblico.

La verità è che stiamo dando fastidio a qualcuno che vuole farci chiudere. La vendita diretta è l’alternativa concreta alla bieca globalizzazione dei mercati;

Noi abbiamo a cuore la salute delle persone!

Aiutateci a difendere un modo di vendita trasparente, controllabile, che permette ai consumatori di avere il miglior prodotto ad un prezzo onesto, riducendo gli sprechi e salvaguardando l’ambiente.

Sottoscrivi la petizione al Ministro ZAIA e al sottosegretario MARTINI NO alla chiusura preventiva dei distributori di latte crudo andando a questo link:http://www.ipetitions.com/petition/consorziotutelalattecrudo/index.html

Se vuoi divulgare la petizione, scarica qui la scheda per la raccolta firme in formato excel, che potrai inviarci via fax al numero 0373.81582
Il Ministero della Salute, Sottosegretario Martini, annuncia: "la possibilità di emanare un'ordinanza per sospendere la distribuzione di latte crudo fino a quando non ci sarà un adeguamento dell' informazione per la salute nella quale sia chiaro che il latte crudo va consumato solo dopo la bollitura".

LINK UTILI
www.aral.lom.it
www.milkmaps.com
www.vivilafattoria.it
www.buonalombardia.it
www.regione.lombardia.it

Gomorra in Brianza + Omicidio a Lecco

Gomorra in Brianza. A che punto sono le indagini.

Scioccante video di RaiNews 24
http://tinyurl.com/5wqts7
L'inchiesta di Diario
http://tinyurl.com/6j6hwf

Omicidio a Lecco

Michele Zito, l'artefice del
controverso omicidio avvenuto a Lecco il 21 novembre, dopo due
settimane di latitanza passate in calabria si è consegnato alla
polizia. Si scioglie così un caso che in città aveva scosso non poco
l'opinione pubblica locale, riaccendendo l'allarme dell'infiltrazione
mafiosa. Una preoccupazione per nulla smentita dall'identità della
vittima, Francesco Poerio, già noto alle forze dell'ordine come
associato alla 'ndrina dei coco-trovato. Proprio questo legame ha
indotto gli inquirenti a pensare ad un regolamento di conti tra cosche
della malavita locale. Pista che è stata poi smetita dalle indagini
svolte sull'omicida, che in seguito ad accertamenti è risultato essere
a sua volta una vittima del racket delle estorsioni. l'eclatante gesto
di Zito, avvenuto nel centro città, è quindi frutto delle continue
pressioni esercitate dallo stesso poerio per conto del clan
d'appartenenza. Un fatto di cronaca che getta forti preoccupazioni
sull'espansione della 'ndrangheta nel profondo nord e che si allarga e
si insidia in un tessuto economico considerato trainante non solo per
l'economia locale, ma anche per quella nazionale. Non possiamo,
inoltre, evitare di pensare quanto queste attività illecite si pongano
come ostacolo alla crescita economica delle piccole medie imprese,
sopprattutto a fronte del prolungamento del periodo di recessione. Si
provi a pensare alla possibilità di aiuti statali, come possono questi
avere gli effetti sperati sulla ripresa, se, oltre alla tassazione
fiscale ordinaria, le imprese sono costrette a pagare il pizzo? Questa
domanda dovrebbe essere presa seriamente in considerazione dalle
istituzioni. Una miopia a riguardo potrebbe vanificare gli sforzi alla
crescita economica a danno di tutti noi. La questione meridionale è più
di un avvertimento a riguardo. Un passo in tal senso potrebbe essere
fatto vigilando con cura sugli appalti expò, permettendo alla parte
sana delle imprese una boccata di ossigeno a fronte dei tempi duri che
ci aspettano.

Filippo Basile.